Case sfitte, uno studio posiziona Modena al quarto posto in Italia

Oltre 480mila case vuote in regione, a Modena più di 76mila. E’ quanto emerge da un’analisi sulle abitazioni di Solo Affitti, franchising immobiliare. In città la percentuale sarebbe del 17,9% degli alloggi totali

Sono più di 480 mila le abitazioni non occupate in Emilia Romagna (20,44% del totale) di cui oltre 76 mila in provincia di Modena (21,25% e 6° posto regionale). È quanto emerge da un’analisi* di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che propone di sostenere il mercato locativo valorizzando gli immobili vuoti.

La concentrazione maggiore di case vuote in Emilia Romagna è nelle provincie di Ferrara (1° posto con il 27,37% e 59.797 case vuote), Piacenza (2° con il 24,65% e 40.864 case) e Ravenna (3° con 24,44% e 54.097 case). Molte le abitazioni non occupate in provincia di Rimini (4° posto regionale con il 23,48% e 40.718 case vuote) e Parma (5° con il 21,37% e 51.331 case). Un maggior tasso di occupazione delle abitazioni si registra, invece, nella provincia di Forlì-Cesena (terzultima in Emilia Romagna con il 18,30% e 36.152 case), Reggio Emilia (penultima con il 16,78% e 42.143 case) e Bologna (ultima con il 15,14% e 79.738 case).

Se guardiamo alle grandi città, in Italia quelle con più abitazioni non occupate sono in Emilia Romagna, Sicilia e Puglia. Ravenna è il primo comune a livello nazionale per case vuote (28,37% per 27.118 immobili). Precede di poco Reggio Calabria (2° posto, 27,3% e 26.214 immobili). In Emilia Romagna spiccano anche Modena (4° posto con il 17.9%) e Parma (8° posto con il 14,3%) mentre in Sicilia Catania (3° posto, 19,7% e 28.567 case vuote), Messina (5° posto con il 15,8%) e Palermo (7° posto, 14,3% e 40.946 abitazioni non occupate). Bologna è al 14° posto con 10,28% per 21.253 abitazioni vuote mentre Reggio Emilia al 18° con l’8,63% e 6.455 case. Il livello massimo di occupazione degli immobili si raggiunge ancora una volta nei centri metropolitani come Milano (terzultima con il 5,8% e 37.073 case), Napoli (penultima con il 3,9%) e Firenze (ultima con il 3%).

“Facciamo in modo che – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – questo grande patrimonio immobiliare a disposizione in Italia possa soddisfare il fabbisogno abitativo e faccia rivivere i piccoli e medi centri storici del nostro Paese. Occorre un progetto governativo chiaro sulla casa e sulle locazioni attraverso agevolazioni fiscali per proprietari e inquilini, come avviene in tanti altri Paesi europei. Un buon passo in questa direzione è la tassazione fissa al 21% della cedolare secca per i contratti a canone libero e al 10% per i contratti a canone concordato. Occorre, tuttavia, far conoscere di più queste agevolazioni e spingere le amministrazioni comunali a convocare le associazioni di proprietari e inquilini per rinnovare gli accordi sui canoni di locazione. A Milano e Napoli i prezzi degli affitti sono stati aggiornati dopo 10-15 anni e i contratti agevolati faticano a decollare, anche perché i canoni concordati su alcune aree si discostano troppo dai prezzi di mercato, e i benefici per locatari e locatori tardano ad arrivare”.

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