"Arcipelaghi Sonori 2015", musiche dal mondo a Villa Boschetti

    Ritorna il festival internazionale di musica etnica “Arcipelaghi sonori”, organizzato dal Comune di San Cesario sul Panaro e giunto quest’anno alla tredicesima edizione.  La prima serata, giovedì 20 agosto, si apre con un gruppo molisano, i Patrios, gruppo composto da sei elementi che “contaminano” la musica popolare col reggae, il samba e il blues, tracciando vie musicali inedite e aperte a tutto, eccetto l’elettronica, esclusa da tutti gli strumenti utilizzati che sono rigorosamente acustici. Zampogna, Organetto, Tamburello, Chitarra, Basso, Ciaramella, un mix originale di Percussioni ed una voce che sale e scende la scala musicale con l’agilità di un funambolo, si fondono in sonorità ora aggressive, ora sinuose, riproponendo oltre a brani inediti anche i classici della musica popolare del centro sud: dal Molise al Salento, dalla Campania alla Calabria, in una combinazione di suoni moderni e dialetti arcaici. 

    A seguire l’esibizione di un gruppo veramente unico e particolare: gli Hosoo Transmongolia. Provenienti tutti  dai monti Altai della Mongolia Occidentale gli Hosoo Transmongolia hanno un’eccellente educazione nel  canto armonico oltre ad essere virtuosi suonatori di strumenti tradizionali mongoli come il violino con tastiera a testa di cavallo, il violino basso, l’oboe mongolo e altri vari strumenti a pizzico e a corde. Il loro canto è in grado di esprimere una gioia di vivere lieta e piena di rispetto per tutte le cose e le contaminazioni con il mondo occidentale non hanno intaccato il legame con la tradizione mongola.

    Venerdì 21 agosto, invece si esibiranno alle ore 21 gli Anima Montanara, formazione dell’Appennino Tosco Emiliano che intende ridare voce alle storie degli uomini e delle donne dell’Appennino, ai racconti della vita tra i monti, dei viaggi dei pastori verso la Toscana, dei pellegrinaggi e delle feste popolari. Il progetto unisce testi poetici d’autore a testi tradizionali che prendono corpo in canzoni struggenti e malinconiche, vivaci ed esuberanti. Le musiche  sono state arrangiate per  un originale gruppo musicale formato da voci, chitarre, fisarmonica, tastiere, sassofono, clarinetto, e percussioni, strumenti della tradizione che qui vengono reinventati con un linguaggio moderno che spazia dalla world music al jazz. 

    Chiuderà la seconda serata del Festival un gruppo musicale storico del Sud Italia, gli Uaragniaun, direttamente dalla Puglia. Uaragniaun è leggenda e mito, è un suono, una onomatopea, ma è anche una località dell'Alta Murgia barese, una rocca tagliente ricca di misteri e passioni. Uaragniaun è un progetto musicale per raccontare le ancestrali storie del popolo delle pietre, le miserie e le nobiltà dei "cafoni all'inferno": uomini, bestie ed eroi della civiltà contadina pugliese. Canti dell’Alta Murgia, canti di lavoro, canzoni d’autore, tamurriate, presentano questo mondo basso, incorniciate da musiche che attingono principalmente all’universo della tradizione orale del sud Italia ma non solo.

    Il festival, che si svolge come ogni anno nel parco di Villa Boschetti, sarà contornato da stand gastronomici organizzati dall’Associazione Le Contrade di San Cesario. I concerti iniziano alle ore 21 e l’ingresso è gratuito.

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