"Arizona": il terrore dell'invasione dello straniero in una tragedia musicale americana a Mirandola

Una storia più che mai attuale, nel suo racconto dei conflitti al confine USA-Messico e della violenza dilagante nel mondo occidentale. Con "Arizona"- Una tragedia musicale americana del prolifico drammaturgo, sceneggiatore e regista di teatro e cinema spagnolo Juan Carlos Rubio interpretato da Fabrizio Falco – qui anche in veste di regista – e Laura Marinoni prosegue martedì prossimo 03 dicembre alle ore 21.00 la Stagione Teatrale 2019-2020 dell’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola curata da ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna Circuito Regionale Multidisciplinare, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Mirandola.

Lo spettacolo è una nuovissima produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, della durata di 70 minuti circa. La traduzione del testo è di Giorgia Maria D’Isa in collaborazione con Pino Tierno. Le scene e i costumi sono di Eleonora Rossi, le luci di Vincenzo Bonaffini, musiche e suono di Angelo Vitaliano. 

George e Margaret sono una stramba coppia americana, lei con il mito di Julie Andrews, lui calato nel suo rassicurante machismo. I due arrivano nel deserto dell’Arizona perché fanno parte del progetto “Minute Man”, la milizia civile creata a partire dal 2004 negli Stati Uniti, con il compito di difendere i confini dai pericolosi vicini del Sud, rendicontare gli ingressi illegali dei migranti e “riflettere sulle frontiere” come si legge nel testo. Un progetto equivoco i cui dettagli sono poco chiari, come affermano gli stessi personaggi, ma sul quale non è concesso asserire nulla né dubitare. Un rigido e ossessivo schema di regole, che si rispecchia nella vita quotidiana e nel matrimonio di George e Margaret, esseri umani pieni di follie e nevrosi, bizzarre passioni e falsità.

Le dimenticanze quotidiane di Margaret sembrano creare un parallelismo inquietante tra la memoria individuale e quella collettiva, da cui scaturisce un’inevitabile riflessione sulla Storia che si ripete, come in un cerchio, reiterando gli stessi errori. Dalla cinica ironia dei dialoghi, intrisi di patriottismo americano e bigottismo, traspare una tematica ben più ampia, che va oltre i confini dell’Arizona e che giunge fino a noi: la paura costante della diversità, il terrore dell’invasione dello straniero. «Loro vengono a rubare tutto ciò che è nostro… A toglierci la casa… Il lavoro… Ad assassinare i nostri figli e a violentare le nostre figlie - afferma George - (…) Questa nazione ha innalzato le sue fondamenta su una base di solidarietà».

Un umorismo surreale e grottesco serpeggia in tutto il testo; le parole sono il principale fattore scatenante di incomprensioni e di abuso di potere, che George esercita sulla moglie quasi con la sua approvazione. Una durezza verbale che produce distanza e isolamento in una situazione di costante sospetto. Il mondo esterno, che lo spettatore non vede mai, si presenta solo attraverso una radio, dalla quale fuoriescono melodie di musical americani e notizie preoccupanti che sembrano scivolare addosso ai personaggi. Un contesto apparentemente rassicurante, quasi da sceneggiato a colori, che si sgretola pian piano quando Margaret comincia a porsi troppe domande: la commedia si trasforma così in una tragedia cruenta.

E’ con il circo contemporaneo il prossimo appuntamento della Stagione: lo spettacolo acrobatico comico musicale diretto da Alexander Sunny The Black Blues Brothers. Cinque bravissimi acrobati con il ritmo e l’energia dell’Africa nel sangue ma con uno stile americano propongono uno spettacolo dinamico, adatto a un pubblico di ogni età, in cartellone venerdì 13 dicembre alle ore 21.00.
Info al numero 053522455 o sulla pagina Fb dedicata.

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