"Caccia alle streghe", in scena la compagnia Foeminae di Arcoscenico

La compagnia teatrale FOEMINAE di Arcoscenico debutterà giovedì 30 ottobre sul palco del Teatro dei Segni di via S.Giovanni Bosco con una teatroconferenza dedicata simbolicamente alla "Caccia alle streghe", dove si alterneranno riflessioni di storia e di attualità sulla condizione femminile. Lo spettacolo - ore 21, ingresso libero - è stato allestito con la regia dello stessogruppo Foeminae e con il testo di Milena Nicolini ed è patrocinato dal Comune di Modena.

In un tempo di femminicidio spietato come il nostro, dove sembra che solo le donne – e non tutte – si rendano conto della follia assurda di un fenomeno che, se coinvolgesse una categoria dell’umanità paragonabile per entità, ad es. i biondi  o gli obesi o gli stonati etc., provocherebbe un’ enorme preoccupazione e inchieste, domande, ricerche in ogni ambito, si è pensato di buttare sotto gli occhi un altro terribile ed analogo fenomeno: la caccia alle streghe che imperversò dal XIV a tutto il XVIII secolo. Si stima in base a documentazione storicamente attendibile, ma quasi certamente in sottrazione rispetto all’effettiva entità, che in Europa, di 110. 000 processi per stregoneria e conseguenti 60.000 esecuzioni capitali (roghi in primis), l’80% furono contro le donne. A cui nessuno – Stato o Chiesa – ha mai chiesto scusa. Nell’immaginario collettivo, anzi, (dalle favole alle fiction) prevale ancora un’immagine tanto malefica quanto falsa della cosiddetta ‘strega’. Riteniamo ci sia la necessità di sapere, conoscere meglio, interrogarsi su questo sanguinario fenomeno, anche proprio per tentare di capire quello attuale e incominciare a rifiutarlo con efficacia.

Chi erano davvero le streghe? Cosa potevano fare? Cosa credevano di fare? Da dove veniva la tradizione delle loro conoscenze? C’è qualcosa di vero nei racconti dei convegni che poi saranno chiamati ‘sabba’? Cosa pensava di loro la gente? Come interpretano gli studiosi di oggi voli ed antropofagie? Chi è la Signora del Buon Gioco? Quando appare in scena il Demonio? Come si arrivava al processo? Chi processava? Come si processava? Come si interrogava? Come si uccideva nella sentenza capitale?

Nella teatroconferenza si alternano scene prese integralmente (rispettando anche la lingua originale, là dove le carte processuali la mantengono) da vari processi, quasi fossero filmati di documentazione, a commenti di ipotetici esperti/spettatori di un ipotetico talk-show. Se pure gli interventi sono tutti presi da saggi e documentazioni importanti, il modo di porgerli è volutamente piatto o esagitato o strascicato, perché si è voluto attirare l’attenzione su come, oggi, argomenti e dibattiti e riflessioni anche di primaria importanza siano proposti in modo sgarbato, chiacchierato o urlato, frammentato, spettacolarizzato ai livelli più bassi. Gli attori in questo caso leggono, proprio per staccarsi criticamente dal personaggio che interpretano.                                                       

Sul palco: Daniela Briganti, Elena Cipressi, Ottavio Corradini, Chiara Grani, Martina Lancellotti, Cristina Nuvoli, Silvia Nerini, Marcello Pignataro, Andrea Vaccari

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