Cisco live con "Indiani e cowboy" sul palco dei Giardini d'Estate

In una sera fredda e senza nebbia del febbraio 1992, sale sul palco di un piccolo locale carpigiano, per cantare alcuni brani irlandesi, così per gioco, insieme a una band che non conosceva formatasi solo pochi mesi prima, i Modena City Ramblers. La genesi della carriera artistica di Stefano “Cisco” Bellotti è raccontata così nella sua biografia. E dopo anni in viaggio con i Modena e altri d’avventura da solista, Cisco approda ai Giardini Ducali di corso Canalgrande venerdì 2 agosto alle 21 con un concerto dal vivo in cui presenta il suo “Indiani e Cowboy”, un album di frontiera, pensato, scritto e suonato tra l’Emilia e il Texas.

Il concerto, a ingresso libero e gratuito, si svolge nel programma dei Giardini d'Estate, rassegna a cura di Studio’s, nell’ambito dell’Estate modenese organizzata dal Comune, con sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Modena ed Hera.

Ancora un tassello del “mosaico culturale” della rassegna estiva ai Giardini, che si snoda tra celebrità della musica e di altri linguaggi creativi, senza dimenticare le espressioni artistiche di qualità radicate e cresciute nel territorio.

Con Cisco suona una band composta da Simone Copellini (tromba), Max Frignani (chitarre), Bruno Bonarrigo (basso), Kaba Cavazzuti (batteria), ospite speciale Francesco Fry Moneti (Mcr) al violino.

Le canzoni di “Indiani e Cowboy” parlano di muri alzati, porti chiusi, uomini e donne che, con le loro storie, vivono il presente e il futuro di molti. Come un emiliano in America, il cantautore è volato fino in Texas a raccogliere la giusta ispirazione per un album nato col prezioso contributo di Rick del Castillo, musicista e produttore, noto autore delle colonne sonore del regista pulp Rodriguez.

“Indiani e cowboy – ha detto Cisco - è un album pensato in maniera diversa da tutti i miei precedenti. Il viaggio americano vicino a quel confine tanto discusso è stato decisivo, soprattutto per il contributo di del Castillo che ha preso in mano le canzoni, ripensandole e trasformandole, donando all’album un suono diverso. Il mondo che ci circonda è sempre più diviso in Indiani, che tentano di sopravvivere e in Cowboy che continuano a non capire, ma io e Rick siamo dalla stessa parte del muro, lo stesso muro voluto da Trump, lo stesso che divide il Mar Mediterraneo”.

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