Curiosità Modenesi | Dove trovare resti di Mutina romana a Modena?

La splendente Mutina sembra per lo più scomparsa sotto il manto dei fiumi che più volte innondarono la città nel corso dei secoli, tuttavia vi sono ancora dei resti visibili.

Il ruolo di Mutina durante il periodo romano si è distinto per importanza nelle varie fasi della storia di Roma, partendo da castrum e colonia durante la repubblica romana, finché non diventò decisivo per il passaggio all'impero con una battaglia decisa chiamata appunta la Guerra di Modena, le cui vicende sono narrate negli affreschi della Sala del Fuoco dentro al Palazzo Comunale. Purtroppo con la fine dell'impero romano e con le invasioni barbariche, la città è stata abbandonata più volte, spesso anche a causa all'esondazione dei fiumi che la circondano, dato che all'epoca non vi era un progetto urbanistico che comprendesse terrapieni. E così la città romana è stata sommersa dal fango e oggi si trova almeno a sei metri sotto i nostri piedi. 

Tuttavia non è tutto perduto. Infatti oltre ai vari ritrovamenti avvengono ogni tanto durante lavori in centro storico, vi è un sito permanente di grande prestigio, ovvero, il Novi Ark. Situato all'interno del Parco Novi Sad, rappresenta un settore periferico della città di Mutina attraversato da una grande strada in ciotoli ancora oggi percorribile e circondato da vari elementi dell'epoca. Infatti sono visibili numerose tombe e monumenti funerari, ma anche due edifici rurarli di cui si vedono le fondamenta, nonché le vasche e gli impianti produttivi dove lavoravano i romani, ed infine tre grandi discariche contenenti scarti di anfore e altri  materiali archeologiic. E alcuni di questi reperti sono visibili all'interno del parcheggio sotterraneo. 

L'altro luogo più importante è sicuramente il Palazzo dei Musei in Largo Sant'Agostino dove sono conservate due collezioni di lapidari. Entrando dalla porta principale ci si imbatte in un chiostro circondato da un porticato sotto il quale sono conservati i reperti del Lapidario Estense ovvero una raccolta di istituzione ducale di sarcofagi, rilievi e lastre iscritte, dall'epoca romana al Rinascimento. Svoltando a destra ed entrando nella porta della biglietteria, invece, si giunge al Lapidario Romano, che lascia a bocca aperta chiunque lo veda. La sua ricchezza di contenuti è evidente, dato che le tipologie di sarcofagi e lastre sono varie e differenti, ma soprattutto spicca uno dei monumenti romani più importanti in Emilia, ovvero l'ara di Vetilia Egloge, dedicato ad una delle donne modenesi più importanti di Mutina, che potremmo immaginare oggi come la first lady di Modena.

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Infine, altri reperti sono visibili all'interno del Museo Archeologico ed Etnologico sempre situato nel Palazzo dei Musei, dove si trova per altro un elemento davvero particolare. Si tratta degli scheletri innamorati, ovvero l'unico caso al mondo di scheletri di epoca romana che sono stati ritrovati con le mani giunte in segno di affetto. Un altro elemento romano è visibile nel duomo, ovvero si tratta dei leoni all'entrata della cattedrale che sono stati ritrovati nella necropoli romana, e sembra sempre di quel periodo anche la preda ringadora. Inoltre alcuni dei marmi usati per l'edificazione del duomo sono stati presi dagli edifici romani, in particolare dall'anfiteatro. E se foste interessati a vedere l'anfiteatro, vi basterà andare in via Canalino e osservare il grande edificio rosso con portico, situato di fronte al mercato Albinelli. Guardate la forma che ha, molto particolare, che ricorda senza neanche troppa fantasia la circonferenza di un anfiteatro. E in effetti è ormai condiviso tra gli studioi che quello sia il sito dell'anfiteatro romano e che l'edificazione successiva delle case sul sito abbia mantenuto la forma originale della strada e degli edifici.

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