Curiosità Modenesi | Come sono nati i quartieri di Modena?

Ogni parola che oggi colleghiamo ad un quartiere di Modena ha una sua storia e un suo perché

La storia di Modena e dei modenesi è anche legata a quella dei suoi quartieri, che si sono formati nel tempo per vicissitudini molto diverse tra loro. Infatti, il nostro concetto di quartiere è oggi molto esteso territorialmente, tuttavia nel Trecento essi venivano identificati con le porte d'accesso alla città. Modena era infatti caratterizzata da cinque porte, ovvero San Pietro, Cittanova, Baggiovara, Saliceto e Albareto. 

A differenza di città come Siena, ma anche come la più vicina Bologna, non vi erano storiche rivalità tra le contrade e i quartieri cittadini, piuttosto le rivalità erano all'esterno delle mura cittadine,  e più che di rivalità si poteva parlare di stile di vita molto differente tra chi viveva in città e chi invece viveva attorno alla città. Infatti, molte delle zone che oggi appartengono all'area urbana sono state in passato aggregazioni di casolari con portici e antiche chiese. 

Esempi sono Cittanova, che conserva ancora la sua antica chiesa, ma anche Cognento, così come Portile e Saliceta San Giuliano. Altre zone invece si sono sviluppate per necessità politica, per esempio Cittadella prende il nome da un forte voluto dagli Estensi sia per difendersi in caso di attacco esterno, ma anche dove fuggire in caso di ribellione popolare. 

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I grandi cambiamenti giunsero nell'Ottocento quando Napoleone rivoluzionò il sistema dei quartieri, che un tempo erano ben definiti dalle chiese, dimezzando il numero di queste ultime. Tuttavia, bisognerà attendere la fine del secondo conflitto mondiale per avere una suddivisione della città in quartieri con limiti "laici" per un totale di 16, ridotti a 12 nel 1971 e poi ancora a 4 nel 1994. 

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