Il progetto | La tecnologia e gli studenti preservano la memoria dei caduti in guerra

Mercoledì 4 dicembre saranno presentati i lavori dei ragazzi dei licei presso gli archivi dell’ANMIG, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra, dove sono stati digitalizzati migliaia di documenti storici

Oltre 1.500 monumenti, lapidi, lastre commemorative, steli, cippi e memoriali riferiti alla prima e seconda guerra mondiale e guerra di Liberazione e riguardanti persone e fatti il cui ricordo è stato fissato in Emilia-Romagna sulle “Pietre della Memoria” dalle istituzioni e dalle singole comunità locali. E oltre 8.000 schede che raccontano la vita e le imprese di caduti delle due guerre. E ancora le medaglie d’oro, i riconoscimenti e le fotografie che negli anni sono stati consegnati ai giovani soldati tornati dal fronte. Memorie che sono state digitalizzate e sono ora a disposizione dei familiari, degli studiosi, dei semplici cittadini curiosi e amanti della storia. A questo instancabile lavoro portato avanti dall’ANMIG, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra – Sezione di Modena fin dalla sua costituzione nel 1917, hanno partecipato negli ultimi tre anni gli studenti dei licei modenesi, durante l’Alternanza scuola-lavoro.

Le attività degli studenti saranno presentate domani, mercoledì 14 dicembre dalle 8.30 alle 11.30 nella sede dell’Ainmig in viale Muratori 201 durante l’incontro “Gestione informatica dei dati dell’archivio Anmig. Tecnologia per una memoria consapevole”. L’iniziativa fa parte del Festival della Cultura, la rassegna diffusa sull’intero territorio regionale, che conta nella provincia di Modena decine di iniziative in scuole, imprese, incubatori, istituzioni e associazioni.

«Il progetto di Alternanza Scuola Lavoro di alcuni licei cittadini prosegue da alcuni anni con il recupero dei dati dell’Archivio della sezione ed altre attività originali, che hanno avvicinato decine di studenti alla grande storia, vista però attraverso le migliaia di persone il cui nome non sarà mai ricordato nei libri di testo, ma che, col loro sacrificio personale, quella storia hanno resa possibile e ne sono stati i veri protagonisti» ha spiegato la vicepresidente di ANMIG-Modena, Maria Grazia Folloni. «I ragazzi hanno lavorato sulla digitalizzazione, utilizzando strumenti a loro ben noti – ha proseguito Folloni –. Hanno dimostrato un’enorme sensibilità e i loro lavori sono stati premiati con alcuni riconoscimenti come il premio nella Provincia di Modena nel concorso “Storie di alternanza”, indetto dalla Camera di Commercio».

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«Il Festival della Cultura tecnica – ha aggiunto la presidente della Fondazione San Filippo Neri, Luciana Borellini – rappresenta un’iniziativa ad alto valore strategico proprio perché fa acquisire a famiglie, studenti e studentesse consapevolezza sul valore reale della cultura tecnico-scientifica: l’ambizione del Festival sta nell’affermare che per fare un mestiere serve competenza, che per fare andare avanti il Paese serve competenza. La cultura, prima condizione per lo sviluppo, cresce e si diffonde se nelle persone si coltiva la passione per la conoscenza e per l'apprendimento».

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