Itinerari Modenesi | Cosa vedere a Spilamberto in un giorno

Spilamberto è un borgo dove ad ogni angolo si scoprono store, gusti e leggende. Un viaggio tra le residenze dei Rangoni, le splendide opere d'arte religiose, le sedi dei prestigiosi Ordini enogastronomici e tanto altro

foto di notizie.comuni-italiani.it

Spilamberto è uno dei borghi più caratteristici del territorio emiliano, sarà per il suo castello, sarà per il suo torrione legato a leggende misteriose e antiche, sarà perché è la patria del più importante museo dell'aceto balsamico, sarà perché arrivando da Modena il benvenuto è dato da una stupenda statua a forma di goccia di aceto, oppure sarà che da tempi memori questo è stato territorio di confine, e quindi di guerra, tra modenesi e bolognesi. Tutte queste con altre mille ragioni creano il fascino di Spilamberto, che andremo a scoprire nelle sue meravigliose caratteristiche:

L'ANTICO PALAZZO RANGONI. Lussuosa residenza medievale dei feudatari, era circondata dal portico del “Pavaglione”, sotto cui si teneva dal 1578 il mercato con dazio del bozzolo da seta. Dopo che i feudatari Rangoni elessero come loro dimora e corte la Rocca, l’edificio fu in vari momenti  ed a seconda delle necessità, affittato dalla Comunità per aste pubbliche, riunioni di Consiglio e per alloggiarvi le milizie municipali. 

LA CHIESA DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE
Edificata fra il 1641 e il 1647 sopra ad  una maestà a ricordo del miracolo qui compiuto dalla B.V. del Carmelo, è stata per molti anni meta di pellegrinaggi. E' nota perché al suo interno custodisce tre bellissimi paliotti in scagliola, ovvero tele risalenti al XVI e XVIII secolo di grande valore artistico, nonché le spoglie di alcuni Rangoni, particolarmente devoti e legati a questa chiesa.

LA CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA. E' l'altra chiesa simbolo di Spilamberto, voluta dal Vescovo di Modena per far capire ai bolognesi che quello era territorio modenese, e così mentre le autorità di Modena edificano le mura contro Bologna, il capo della chiesa modenese creava una casa di Dio di grande valore artistico. Peccato che l'attuale chiesa non sia altro che una ricostruzione del 1736, ma ciò ha consentito di aumentare lo spazio interno, facendone un edificio religioso di grandi dimensioni, la più grande che si trovi in quella zona della provincia. L'appunto artistico da segnalare è legato al 1863 quando nella cappella del Rosario operarono due spilambertesi, ovvero lo scultore Prudenzio Piccioli (statue dei Santi Pio V e Domenico e formelle con i Misteri delRosario) e l’intagliatore Giuseppe Tacconi (decorazioni lignee e monogramma mariano). 

L'EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI. E' un edificio che non tutti i spilambertesi conosco, ed invece ha un passato davvero incredibile. Basti pensare che in questo luogo nel 1510 Martin Lutero, capo della chiesa Protestante, vi avesse officiato una messa, lungo il sou viaggio verso Roma. Il ruolo di questo convento fu fondamentale per la politica e la spiritualità di Spilamberto, infatti qui vi era uno degli ordini più importanti, ovvero quelo degli Agostiniani, che possedevano un archivio di contenuti culturali di valore inestimabile. 

IL PALAZZO DEL GOVERNATORE.  Il Palazzo del Governatore è noto ai più anziani del borgo come Comuna Vecchia ed è dedicato al suo fondatore, ovvero Guido II Rangoni, che nel 1525 lo fece edificare con denaro pubblico per poi eleggerlo a sua bitazione. Nel sec. XVIII divenne sede del Giusdicente Civile e Penale. Nei secc. XIX e XX fu sede del Comune. Ora è abitazione civile. E’ ancora visibile sul lato est, murata sotto la prima volta del portico, l’antica epigrafe che ne ricorda l’edificazione.

LA ROCCA RANGONI. E' senza ombra di dubbio il simbolo della città e al suo interno non è solo la storia di una rocca con oltre 650 anni, ma anche la sede del Comune di Spilamberto, così come l'elegante Cortile d'Onore che ospita la Corte del Gusto, ovvero il luogo di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche modenesi. La Rocca sorge su un presidio costruito dal Comune di Modena nel 1210 per controllare il confine bolognese e il corso del Panaro. Oggi la Rocca è gestita dall’Associazione Museo del Balsamico Tradizionale, ed è la sede ideale per manifestazioni di prestigio, mostre, matrimoni, raffinati banchetti e iniziative legate alle tradizioni e alla cultura in generale, con una particolare attenzione a quella enogastronomica.

IL TORRIONE. E’ così chiamato il complesso medievale posto all’ingresso principale del paese e costruito a ridosso delle mura di cinta nel sec. XIV dal Comune di Modena per fortificare ulteriormente il  castello da ovest. Fra i secc. XVI e XVII  sui suoi merli fu appoggiata una copertura lignea che vi rimase fino agli anni Quaranta del secolo scorso, quando la torre fu danneggiata dalla guerra. Una delle stanze ai piani più alti della torre ha ospitato le prigioni di cui si possono ancora vedere gli anelli per le catene ed un grande stemma della nobile famiglia Rangoni, in cui si svolse una delle storie più misteriose della tradizione modenese "Messer Filippo". Attualmente il Torrione ospita l’ Antiquarium, la sede dell’Ordine del Nocino Modenese.

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