Itinerari Modenesi | Cosa vedere a Modena e dintorni se ami il Liberty

Liberty rievoca la ricerca di libertà di espressione artistica e architettonica che si respirava ad inizio Novecento, e che è stata ben espressa in due luoghi modenesi dall'incredibile bellezza

Il Liberty ha rappresentato per molti il sogno di una nuova avanguardia artistica, tanto che in Francia prese il nome di "Art Noveau", qualcosa che andava oltre il passato tanto che in Spagna prese il nome di "Modernismo" e in Gran Bretagna di "Modern Style", e che permetteva di uscire dai canoni del passato, e così in Italia lo abbiamo chiamato "Liberty". Il sogno di un nuovo modo di pensare l'arte, l'architettura e più in generale oggetti e soggetti della comunicazione ha preso piede nel Bel Paese ad inizio del secolo scorso e in Emilia-Romagna i casi non mancano certamente, con Parma come celebre città Liberty italiana. Tuttavia, il territorio modenese si è caratterizzato in quell'epoca per due luoghi che sono tuttavia esempio nel proprio genere. Il primo è Piazza Mazzini, a pochi passi dal duomo e su cui si affaccia la Sinagoga di Modena, riconosciuta come una delle piazze più liberty d'Italia, e poi la villa più liberty d'Italia, ovvero Villa Lonardi, situata a San Donnino. 

Piazza Mazzini a Modena

Piazza Mazzini diventò una piazza in vero stile liberty quasi per caso, infatti la ricca borghesia novecentesca, stanca di vivere in campagna si avvicinò alla città considerando i grandi agglomerati urbani come un'opportunità economica e di servizi. Tuttavia, l'area più antica della città offriva per lo più strade strette e case datate, mentre la zona di piazza Mazzini venne riformata in modo da dare nuova linfa vitale alla crescente domanda immobiliare.

E così arriviamo a vedere i grandi esempi di liberty italiano tramite proprio l'esperienza modenese come quello della Casa Levi Finzi o quella di Donati Formiggini. In entrambi i casi è evidente quello stile che venne definito modernista, che però oggi mostra solo una parte del suo splendore di inizio '900. Infatti possiamo vedere le inferriate dei balconi del primo piano e delle finestre dell’ultimo piano, le cui eleganti linee sinusoidali spezzano la monotonia della facciata, e alla fascia in mattonelle di ceramica tra il terzo e l’ultimo piano, reminescenza della Majolikahaus di Vienna, costruita da Otto Wagner alla fine del XIX secolo.

Grande artista fu Arturo Prati, anche lui modenese, che ispirandosi ad Otto Wagner definì in Emilia un liberty tanto innovativo in termini locali, quanto rappresentante di innovazione in termini architettonici. Il tutto attraverso un tratto ben distintivo ovvero adottando la soluzione per i pluviali che cadevano fino all’altezza del pianoterra per poi essere incassati all’interno della cortina muraria tramite un anello concentrico ed emergente, tuttora visibile dietro i nuovi pluviali che scendono invece fino a terra.

Villa Lonardi - San Donnino

IL VIDEO - VIAGGIO NELLA VILLA

Villa Lonardi, uno degli esempi di liberty più incredibili al mondo. Voluta da Claudio Sandonnini, è opera architettonica e di design che piu' desta interesse per la sua capacita' di esporre scelte stilistiche radicali, come poche altre nel nord Italia. L'intera villa fu ideata da Bonzagni, e secondo la narrazione storica, Sandonnini non volle rivelare mai il nome del suo architetto fino alla conclusione dell'opera. Non siamo davanti ad un puro liberty, ma sicuramente all'idea piu' eccletica e distruptive del Liberty, tanto da unire elementi classici ad altri di stile secessionista, con tante altre finiture. E' evidente in tutto cio' la volonta' del suo autore, di dare forma a qualcosa di distinto rispetto alle case di campagna che si potevano vedere all'epoca. Oggi la villa e' della famiglia Lonardi che in casi come questi apre la villa per raccontare bellezze e dettagli. Eppure la villa rimane soggiogata dall'inquinamento acustivo e di smog proveniente dalla vicina autostrada, e il suo stato di salute sara' ancora piu' a rischio se confermata la costruzione della Complanarina. 

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