Itinerari Modenesi | Cosa vedere a Mirandola in un giorno

Viaggio in uno dei comuni della bassa emiliana che ha fatto davvero la storia della pianura Padana grazie ad una famiglia che da Mirandola ha conquistato il rispetto di tutta Europa

Seppur oggi Mirandola sia uno dei medi comuni modenesi, non troppi secoli fa era considerata una delle principali capitali padane grazie ad una famiglia locale che seppe imporsi rispetto alle altre dinastie dell'Italia Settentrionale, si tratta per l'appunto della famiglia dei Pico, di cui il massimo esponente è sicuramente Giovanni Pico della Mirandola. Cosa vedere a Mirandola? Ecco un viaggio tra le sue più belle opere e monumenti:

IL CASTELLO DI MIRANDOLA. Il Castello fu dimora dei Pico, in origine feudatari di Matilde di Canossa e poi signori di Mirandola, tanto di costituire un proprio stato indipendente da Modena e da Reggio. Il castello è già citato nel 1102, anche se la parte principale, ovvero il Torrione risale al periodo cinquecentesco. I Pico, duchi dal 1617, lo trasformarono in una reggia tra le più fastose dell’area padana, arricchita dai dipinti dei veneziani Jacopo Palma il Giovane e Sante Peranda e dalle raccolte d’arte allestite nella Galleria Nuova. Purtroppo, il castello è divenuto inagibile in seguito al terremoto del maggio 2012.

LA GALLERIA NUOVA.  Si tratta di un'area del castello di Mirandola che è destinata ad una collezione molto particolare. Infatti, quest'area accoglie la preziosa quadreria di famiglia, prestigioso esempio di architettura emiliana seicentesca voluta da Alessandro II Pico. 

PALAZZO COMUNALE.  E' uno degli edifici più antichi di Mirandola, pensate che venne edificato già nella seconda metà del Quattrocento per volere dei Pico. E' riconoscibile dalla facciata con mattoni a vista tipica delle costruzioni mirandolesi e della bassa emiliana. 

VALLI MIRANDOLESI. Le Valli mirandolesi sono state oggetto di una rinaturalizzazione che ha ripristinato le “zone umide” e boschive, con il ritorno di specie avicole rare. Si tratta di un'area definita come  Zona di Protezione Speciale per l’avifauna a livello europeo, con torrette per il birdwatching. A San Martino Spino rimangono i Barchessoni, costruiti dal 1824 per lo stallaggio dei cavalli, nella tradizione di allevamento delle celebri razze equine dei Pico.

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