Magner Bein | Perché il parmigiano-reggiano non si chiama reggiano-parmigiano?

Un formaggio che venne riconosciuto come eccellenze ben sette secoli fa, generando una guerra di proprietà tra i duchi modenesi e quelli parmensi

C'è chi dice da nove e c'è chi dice da sette, comunque sia il numero dei secoli da quando il Parmigiano-Reggiano ha conquistato prima i palati emiliani e poi quelli del mondo è davvero ampio. Si tratta di una tradizione molto antica, che vede la sua produzione nelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, eppure è noto come Parmigiano-Reggiano, dove non solo manca il l'aggettivo "Modenese", ma si pone al primo posto il termine "Parmigiano", e infatti è proprio con la città di Parma che erroneamente viene identificato il prodotto gastronomico italiano più contraffatto al mondo. Perché questa scelta? 

Si iniziò a parlare di un formaggio con le attuali caratteristiche del Parmigiano Reggiano circa nel 1200, seppur la prima testimonianza fu del 1254 quando un atto di compravendita annota che dei genovesi furono riforniti di un caseus parmensis, ovvero di un formaggio di Parma. Può essere che la scelta di mettere prima l'aggettivo Parmigiano e poi Reggiano derivi da quell'episodio, eppure esiston oaltri particolari eventi che ne denotano l'origine. 

VISITA IN UN CASEIFICIO DI PARMIGIANO-REGGIANO

Infatti, un indizio arriverebbe da uno scritto di Giovanni Boccaccio del 1344, in cui il celebre letterato italiano parla di una disfida di proprietà di un formaggio eccellente tra i duchi di Modena e i duchi di Parma. Le due famiglie cercavano in tutti i modi di difendere il formaggio in questione e mettere su di esso una sorta di "Made in Modena" o "Made in Parma". Dovremmo allora chiderci come mai i parmensi vinsero sui modenesi questa sfida. 

Può essere che la soluzione sia nei monasteri nei quali questo prodotto era preparato, che nel territorio parmense erano più numerosi, ovvero San Giovanni, San Martino di Valserena e quello di Fontevivo, contro il monastero reggiano di San Prospero. Oppure la motivazione potrebbe riferirsi all'arrivo di Napoleone Bonaparte, che era ghiotto di Parmigiano Reggiano, e che aveva come consorte proprio Maria Luigia, ovvero la duchessa di Parma. 

Forse è un interrogativo che non sarà mai spiegato, eppure rimane un episodio che può mettere d'accordo parmensi, reggiani e modenesi, ovvero quando nel 1673, il noto commediografo francese Molière poco prima di morire avrebbe detto: "Date un'ultima scaglia di questo oro bianco", indicando il Parmigiano-Reggiano.

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