Oruba, il documentario che racconta “Pavullo nelle Ande”

Il nuovo documentario del regista Daniele Stocchi si intitola Oruba e svela la realtà di un angolo di Cile dal sangue modenese, ripercorrendo la storia di una migrazione vecchia tre generazioni

Quella che racconta Oruba, nuova produzione di Daniele Stocchi è una storia che parte da lontano, o meglio, arriva lontano. È il 1904 quando alcune famiglie originarie di Pavullo nel Frignano si imbarcano sull’omonima nave Oruba alla volta del Sud America. Un viaggio lungo quaranta giorni, la speranza di una Terra Promessa e lo sconforto dell’inganno: al loro arrivo in Cile non c’è alcuna colonia ad aspettarli. A loro il compito di rimboccarsi le maniche e trasformare quel luogo inospitale nella florida città andina che oggi viene chiamata Capitan Pastene e vive di turismo e commercio.

Premiato Globo D’Oro  2018 con il cortometraggio “Stai Sereno” prodotto da Blumagna, il regista romano Daniele Stocchi parte da Pavullo nel Frignano per sbarcare in Cile. Oruba, documentario prodotto dalla stessa factory cinematografica, racconta la vita di un enclave italiana, dove a scuola si canta l’inno di Mameli e la tradizione prevede prosciutto e tigelle. I suoi abitanti consumano ed esportano in tutto il Cile i piatti tipici della cucina modenese, le strade sono intitolate a personaggi come Dante e Virgilio ed ogni primavera si rimette in scena lo sbarco dei coloni (in foto).

In particolare, quest’anno sbarcherà a Capitan Pastene una delegazione di dodici ragazzi dell’Istituto tecnico-turistico 'Cavazzi' di Pavullo per uno scambio interculturale promosso dalla Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo in collaborazione con le autorità locali. Secondo Stocchi questo viaggio sarà un'occasione per riflettere sulle proprie origini, nei termini di un passato rurale e bucolico di cui le nostre città non sono più testimoni, ma che nella cittadina alle pendici delle Ande ancora sopravvive nelle mani capaci degli italo-cileni che la abitano. Un passato comune, che è ancora tanto evidente nella realtà cilena. Sarà interessante specchiarsi nella quotidianità di chi ancora incarna quella realtà rurale e contadina di cui i nostri antenati furono protagonisti. 

Tuttavia, questa storia di migrazione non sarebbe mai venuta alla luce se non fosse stato per le ricerche di Antonio Parenti, sindacalista e politico pavullese, che negli anni ottanta si mise alla ricerca di cognomi pavullesi sparsi nel mondo e scoprì questa piccola enclave italiana ai piedi della Cordigliera. Da allora è nato un gemellaggio tra l'Italia ed il Cile ricco di scambi ed incontri.

Abbiamo chiesto a Stocchi perché abbia scelto proprio questa vicenda, scoprendo così che nel 2015 il regista ha viaggiato per quindici mesi in Sud America, attraversando sei stati e centinaia di storie. Da questa esperienza la voglia ed il bisogno di connettere la consapevolezza di sé che emerge viaggiando alla riscoperta del passato e di una cultura. Quella di Capitan Pastene è una storia che merita di essere condivisa ed Oruba, facendosi carico delle controversie del tema, vuole raccontarne i protagonisti. Non un’ inchiesta ma un documentario emozionale, fatto delle persone che lo animano, il più possibile aderente alle loro vite. Un’ambizione su tutte: riflettere, senza pregiudizi, sul tema dell’ identità. A distanza di un secolo da quella migrazione, cosa resta dell’italianità dei nostri antenati? Come convivere con le proprie origini quando queste si confondono nell’ unione di tre popoli, cileno, Mapuche ed italiano? Come ci spiega meglio Stocchi: “Il documentario è una riflessione sul ruolo della memoria e sul viaggio come strumento di conoscenza di sé stessi. Spesso infatti più ci allontaniamo dal nostro paese, più impariamo a conoscerlo. È questo che auspico per la delegazione di ragazzi che partiranno con noi”.

Filo rosso della narrativa in scena sono le origini condivise di due realtà locali che, ai lati opposti dell’oceano, si scoprono più vicine che mai. Per sostenere il progetto è stata aperta una raccolta fondi online a cui si può contribuire con modalità differenti (https://www.produzionidalbasso.com/project/oruba/). Sul sito sono inoltre disponibili maggiori informazioni sul progetto e sui dettagli della realizzazione. La partenza della troupe è prevista per il mese di Marzo.

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