Teatro delle Passioni, il cartellone della stagione 2019-2020

Torna a rianimarsi anche il teatro delle Passione che riprende il suo ciclo naturale.

Un cartellone ricco si muove tra grandi nomi della scena italiana e internazionale. Il titolo scelto per la stagione 2019/ 2020 è Bye bye 900‘? , che vuole essere un‘occasione per riflettere sul presente, per interrogarci su quali strumenti di analisi siamo in grado di ereditare dal secolo scorso e su chi siamo e come cambiamo.

Inaugura la stagione 2019-2020 del Teatro delle Passioni il debutto assoluto di Tutto fa brodo dal 15 al 27 ottobre. In scena diciannove giovani attori, in una produzione collegata al corso Perfezionamento attoriale internazionale, cofinanziato dal Fondo sociale europeo, Regione Emilia-Romagna. Nello spettacolo i giovani interpreti si confronteranno con il linguaggio della compagnia belga Laika, sospeso fra cultura del cibo e “teatro dei sensi”, inteso come luogo di creazione di un’identità comunitaria attraverso la convivialità.

Dopo il successo di Fedra, prodotto da ERT nel 2015, tornano insieme in scena dal 29 ottobre al 10 novembre Laura Marinoni e Fabrizio Falco con Arizona. Un testo oggi profetico di Juan Carlos Rubio sugli integralismi europei e sui confini, un invito a riflettere sul nostro tempo e sulle nostre paure. Teatrino Giullare presenta dal 12 al 24 novembre Menelao, una produzione ERT. A firmare la drammaturgia è Davide Carnevali che con questo testo si è aggiudicato nel 2016 la menzione speciale della giuria alla prima edizione del Premio Platea.

La stagione prosegue dal 7 al 15 dicembre con il già citato Nozze di Elias Canetti che vede Lino Guanciale al suo esordio come regista.  Una prima assoluta dal 17 al 22 dicembre: Giorgina Pi, regista romana che negli ultimi anni ha lavorato intorno ai testi di una delle più importanti autrici della drammaturgia mondiale, l’inglese Caryl Churchill, sceglie di confrontarsi con la rapper, poetessa e scrittrice Kate Tempest per il suo nuovo spettacolo Wasted. I protagonisti della “waste land” ritratti dall’artista inglese sembrano parlarci di oggi: mai abbastanza giovani, mai abbastanza vecchi, questi personaggi sembrano destinati a non essere mai all’altezza.

Dopo sedici anni, Kinkaleri, compagnia fiorentina nata nel 1995 con l’obiettivo di operare fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance e installazione, riallestisce l’11 e il 12 gennaio <OTTO>. L’intento è quello di capire cosa ci sia ancora di vero in uno spettacolo che navigava nel vuoto, facendo del crollo l’emblema di una nuova era.

Il 14 e 15 gennaio è la volta di fedeli d’Amore, un “polittico in sette quadri” di Marco Martinelli attorno a Dante Alighieri e al nostro presente. Le voci di questo “polittico” sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli, quella di Ermanna Montanari, premio Ubu 2018 come miglior attrice o performer.

Il 18 e 19 gennaio va in scena Mi chiamo Andrea, faccio fumetti: in un monologo disegnato, Andrea Santonastaso racconta, attraverso le parole scritte da Christian Poli, l’arte di uno dei più grandi fumettisti che il nostro paese abbia mai avuto, Andrea Pazienza.

Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater e un Eschimese in Amazzonia compongono la Trilogia sull’identità, dal 21 al 26 gennaio. Liv Ferracchiati, che occupa un posto di riguardo nel panorama italiano della nuova drammaturgia under 35, selezionato da Antonio Latella per la Biennale Teatro 2017, indaga qui il tema dell’identità di genere.

Ad affrontare il tema dell’identità è anche Vuccirìa Teatro, formazione artistica fondata da Joele Anastasi ed Enrico Sortino e prodotta dal 2018 dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, che sceglie Battuage come titolo del suo spettacolo, in scena dal 28 al 30 gennaio. Il termine è stato coniato per definire tutti quei luoghi battuti da persone in cerca di rapporti occasionali: un viaggio all’interno dell’animo umano, declinato della sua più profonda oscurità.

A partire dal testo di David Lescot, Elvira Frosini e Daniele Timpano mettono in scena l’1 e il 2 febbraio Gli sposi. Romanian tragedy. Nicolae Ceausescu e Elena Petrescu sono una coppia al potere: dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere e sotto gli occhi del mondo la notte del 25 dicembre 1989.

Dal 14 al 16 febbraio Luca Carboni, che il pubblico di Modena ricorderà nel cast di 1984 prodotto nella scorsa stagione da ERT, e Gabriel Da Costa debutteranno in prima assoluta con lo spettacolo Get your shit together. Esercizi di approssimazione per umani. Partendo dai “glitch” (immagini deformate dall’errore digitale o analogico), i due artisti si concentreranno sullo stato di agitazione che questo provoca.

In veste di autore e regista, dal 3 all’8 marzo Emanuele Aldrovandi allestisce al Teatro delle Passioni Farfalle, spettacolo tratto dal testo vincitore del Premio Hystrio 2015 e prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, Associazione Teatrale Autori Vivi – compagnia nata proprio con l’obiettivo di mettere la drammaturgia contemporanea al centro del processo di creazione di uno spettacolo -, e Teatro Elfo Puccini.

Finalista Ubu come miglior progetto sonoro nel 2018, In your face di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi in scena il 14 e 15 marzo, attinge da alcuni profili Facebook e utilizza il linguaggio dei social media per la riscrittura di Trovarsi di Luigi Pirandello.  Enzo Vetrano e Stefano Randisi sono registi e interpreti dal 17 al 29 marzo di Quando la vita ti viene a trovare. Dialogo tra Lucrezio e Seneca. Autori necessari non solo perché hanno segnato la storia del pensiero europeo, ma soprattutto perché simboli di due concezioni rivali del mondo, al latinista e autore del testo Ivano Dionigi è sembrato naturale far incontrare Lucrezio e Seneca nella forma ravvicinata e viva del dia-logo, dove la parola e la ragione (logos) dell’uno incrociano e attraversano (dia-) quelle dell’altro.

Seguendo la tendenza del momento di riallestire spettacoli del passato, dal 31 marzo al 11 aprile va in scena La Gaia Scienza - La Rivolta degli Oggetti. Lo spettacolo originariamente ha debuttato nel 1976, anno di costituzione della Gaia Scienza, una delle storiche compagnie italiane fondata da Giorgio Barberio Corsetti, oggi direttore del Teatro di Roma, Marco Solari e Alessandra Vanzi. Dopo oltre quarant’anni torna in scena lo spettacolo che ha affascinato fin da subito pubblico e critica.

Torna a collaborare con ERT Pietro Babina: il Teatro delle Passioni chiude la stagione con il debutto del suo nuovo spettacolo Alla voragine (Là dov’è l’ingresso, è anche l’uscita) dal 28 aprile al 10 maggio. In una sorta di variazione di Finale di partita, due attori in scena si confronteranno e rifletteranno attorno all’idea di fallimento.

Informazioni

Teatro delle Passioni, Viale Carlo Sigonio 382 – Modena

Biglietteria 059 2136021 fax 059 211426

biglietteria@emiliaromagnateatro.com

modena.emiliaromagnateatro.com

Vendita nuovi abbonamenti: da giovedì 12 settembre

Vendita biglietti: da sabato 28 settembre

Orari biglietteria: martedì, venerdì e sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 16.30 alle 19.00 – mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 14.00 – venerdì e sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.00

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tortellini e gnocco fritto nel cuore della City, "Bottega Modena" sbarca a Londra

  • Salvini arriva a Modena, Anche sotto la Ghirlandina scatta la mobilitazione delle "sardine"

  • Rubati i dati di 3 milioni di clienti Unicredit, preoccupazione anche Modena

  • Gli eventi da non perdere nel weekend a Modena e provincia

  • "Buonasera, io sarei ricercato", ladro ventenne si presenta in caserma con la madre

  • Oltre un chilo di cocaina nascosta sotto il cofano, arrestato un trafficante

Torna su
ModenaToday è in caricamento