Vivere Modenese | Le rotonde più particolari di Modena e provincia

Un viaggio tra le rotonde più particolari di Modena e provincia, per scoprire alcuni gioielli dell'architettura modenese

Rotonda dell'aceto balsamico (Spilamberto)

E' uno degli ultimi arrivati e si trova a Spilamberto, che non poteva celebrare il suo prodotto d'eccellenza, cioè l'aceto balsamico, se non con un adeguato e monumentale monumento. Dopo 27 candidature al bando alla fine ha vinto l'idea più semplice, ma altrettanto efficace, cioè un'enorme goccia di aceto balsamico, che per noi modenesi è una goccia d'oro, quell'oro nero che possiamo trovare in diverse acetaie tradizionali sparse per la provincia. 

Rotonda dell'uva (Modena)

E' una delle statue di Murano più grandi al mondo, alta ben 12 metri e con un totale di 240 chicchi di diverso diametro. Il grappolo d'uva, noto anche come Grappolone, è un omaggio modenese al suo vino Doc e lo fa con una grande opera del maestro modenese Erio Carnevali, proposta e realizzata dal Consorzio Marchio storico dei lambruschi modenesi con il sostegno determinante della Camera di Commercio. Un’opera dalle dimensioni imponenti, da domani (giovedì 21 dicembre) in bella vista al centro di uno degli snodi viari della città più importanti: la rotatoria "Tangenziale – Vignolese".

Rotonda del Cavallino Rampante (Maranello)

Il cavallino rampante è in tutto il mondo il simbolo della Ferrari. Dal 2003 è anche un’opera d’arte, donata al Comune di Maranello dallo scultore di origine albanese Helidon Xhixha. Si tratta di una statua imponente, realizzata in acciaio inox e alta cinque metri per 800 chilogrammi. di peso, collocata all’interno della rotonda di via Grizzaga il 14 ottobre 2003, all’indomani della vittoria del mondiale di Formula Uno 2003.

Rotonda della ceramica (Fiorano)

Rotonda per Dorando Pietri (Carpi)

Il celebre Dorando Pietri, pur nascendo, alla fine dell’Ottocento in una piccola frazione di Correggio, Mandrio, visse sin dall’infanzia a Carpi, ed è per questo che è considerato una celebrità carpigiana. Iniziò a lavorare molto presto, come tutti i ragazzini dell’epoca, con famiglie numerose e facendo i conti con la miseria, come garzone alla pasticceria Roma di Carpi e nel tempo libero correva in bicicletta o a piedi, isritto alla società sportiva Ginnastica “La Patria”. Era un uomo minuto e piuttosto basso di statura.

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