“1915-2015 Un secolo un prima linea”, un libro e un concerto sulla sovranità nazionale

“Come sta scritto nella pietra, i Caduti non chiedono lacrime, ma chiedono che si impari, grazie al loro esempio, il modo di amare davvero la Patria. Era il 1915. Era l'Italia. La sua gente, il suo spirito, la sua bellezza”. Con queste parole, di uno degni ospiti, si introduce la serata che il prossimo sabato 7 novembre, a partire dalle ore 18, animerà il Ristorante La Terrazza (via delle Suore 46) a Modena. Un evento – organizzato da Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale – che vedrà la presentazione del libro di Marco Valle “Confini e Conflitti” (Eclettica Edizioni) e dopo una cena a buffet l'esibizione di Skoll (Federico Goglio) che presenterà il suo ultimo album “Marmofuoco”.

Un doppio appuntamento per rendere un doveroso tributo a chi sacrificò la propria vita per la Patria e per riflettere sull'identità nazionale e sulla sua fragilità, attraversando storia, politica, attualità, suggestioni e arte.

Marco Valle, laureato in Storia, è stato capo redattore di “Qui Touring”, direttore editoriale della casa editrice “New Age e New Sounds”, direttore di “Trasporti in Lombardia”, membro della Commissione Comunicazione ed Editoria di Regione Lombardia e portavoce del ministro della Difesa Ignazio La Russa. È consulente della Commissione Italiana di Storia Militare, collabora con il “Secolo d’Italia” e “Storia in Rete” e coordina il giornale on line “Destra.it”. Nel volume “Confini e conflitti – Uomini , imperi e sovranità nazionale”, Valle esplora, attraverso una somma di ipotesi di lavoro aperte e volutamente frammentarie, alcuni passaggi centrali del nostro passato prossimo.

Federico Goglio, in arte Skoll, è un cantautore da oltre dieci anni sulla scena del rock identitario italiano. A settembre del 2015, per celebrare il centenario della Grande Guerra italiana, esce un pò a sorpresa con un disco di inediti, completamente a tema: “Marmofuoco”. Dice Skoll in un’intervista, «per esempio racconto quelle che D’Annunzio definì le “giornate radiose” di maggio: era il 1915, nel pionierismo delle grandi idee nascenti, nelle piazze d’Italia luoghi di incontri tumultuosi, scontri, risse e duelli a fil di spada, i futuristi, i nazionalisti, i dannunziani, i socialisti interventisti, i sindacalisti rivoluzionari, gli italiani con il caldo sangue d’eroe, scesero in strada ormai pronti all’intervento. Scrivo e canto dell’incredibile genio di Marinetti e dei futuristi, racconto con ironia anche l’aspetto goliardico della guerra di trincea in alta montagna, e l’incredibile, sensazionale, eroica storia di Giuseppe Sinigaglia. Ma ho anche lasciato che una canzone, intitolata “41 mesi”, la “cantasse” al posto mio il generale Armando Diaz, con la sua voce che annuncia la vittoria!».

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