"Il prezzo della fedeltà", in un libro la storia del Carabiniere ferito a Palazzo Chigi

Anche a Modena avrà luogo la presentazione del libro "Il prezzo della fedeltà - Storia di Giuseppe Giangrande” di Roberto Ricciardi, dedicato al Brigadiere dei Carabinieri ferito il 28 aprile 2013 davanti a Palazzo Chigi. La presentazione si terrà a Modena giovedì 23 giugno 2016 alle ore 17,30 presso la Sala delle riunioni del Centro Studi “Ludovico Antonio Muratori”, via Castel Maraldo n. 17/C.

Chi sceglie di essere Carabiniere impara a vivere sulla scia di un motivo dominante. La sua adesione all’Arma è sancita dalle parole: «Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana…». Va a pronunciarle sulle note della Fedelissima, la marcia d’ordinanza, e il suo motto da allora in poi sarà «Nei secoli fedele».  La fedeltà non è gratis. Costa sacrificio, impegno, trasferimenti, rinunce. Costa un continuo rischio potenziale. A volte quel pericolo si tramuta in un proiettile che ti toglie dal mondo, oppure ti lede il midollo costringendoti in un letto, privo della libertà di vivere come gli altri.

È successo a Giuseppe Giangrande il 28 aprile 2013 davanti a Palazzo Chigi, la mattina in cui giurava il nuovo Governo. Era una domenica di sole, ma sul capo del Brigadiere si aggirava una nuvola scura. Non era la prima: tre mesi prima aveva perso la moglie Letizia, stroncata da un infarto.  

Un anno e mezzo di riabilitazione in un centro di eccellenza, altrettanto a casa con un percorso di fisioterapia che gli ha restituito solo una lieve sensibilità negli arti superiori, fino all’altezza del polso. Ma Giangrande combatte, arrendersi è un verbo assente dal suo vocabolario. 
Lo sorregge un’altra fedeltà, quella di sua figlia Martina. Un Carabiniere senza divisa che ha giurato di assisterlo  rinunciando a un lavoro ottenuto dopo anni di precariato. Ora vive per lui, è diventata il perno di quel che resta di una famiglia felice. «Anche per lei la fedeltà ha un prezzo alto» scrive il Comandante Generale nella sua prefazione.    

Questo libro è un omaggio a Giuseppe e Martina. Al Carabiniere scelto Francesco Negri che il 28 aprile, ferito alle gambe, ha impugnato la pistola per difendersi e subito dopo l’ha posata, perché la piazza era affollata e non voleva colpire persone innocenti. Un altro modo per essere fedeli. Possiamo chiamarli Vittime, possiamo chiamarli Eroi. La cosa importante è non dimenticarli. 

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