Scontri di civiltà nella tendopoli degli sfollati. Saverio La Ruina torna al Drama con Mario e Saleh

Scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina arriva al teatro Drama (domenica 23 febbraio alle 18) nel calendario di La corsa di fuochi Mario e Saleh, spettacolo sulle differenze di cultura e di fede che, nell'esperienza del trauma sismico, si riconoscono e si avvicinano. Un argomento che richiede un approccio delicato dato che, specie nella nostra epoca, scalda gli animi con virulenza.
In una delle tende allestite subito dopo un terremoto, si ritrovano Mario, un occidentale cristiano, e Saleh, tunisino di fede musulmana. La relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni. Eventi esterni e problemi concreti ribaltano le percezioni che hanno l’uno dell’altro. Le certezze che sembrano farsi strada si ridefiniscono continuamente alla luce di quanto accade tra di loro, sorprendendo per primi loro stessi.

Il cristiano è un uomo attempato e il musulmano un giovane, il clima è di ostentata insofferenza del primo (autoctono di quella zona devastata), verso il tunisino che prega compiendo esercizi ginnici, digiuna per il mese di ramadan, non mangia carne di maiale. La ricerca in sottrazione di La Ruina per un’espressione minimale approda a una geniale semplificazione. Con una sorprendente ingenuità, uno dopo l’altro i precetti più consumati dell’Islam compongono la pièce, rendendola un opuscolo a uso dell'uomo della strada che arriva a scoprire l’umanità dell’altro diverso da sé. Ma i conflitti culturali necessitano di complessità per essere sanati e il finale non è sempre scontato.

Più che addentrarsi in dispute religiose, lo spettacolo si concentra su fatti del quotidiano attraverso i quali misurare possibili conciliazioni e opposizioni. Oltre alle inevitabili differenze, che possono trovare pacificazione, irrompono avvenimenti dall’esterno che vanno a spezzare gli equilibri tra i due, ridefinendo via via le loro acquisizioni, in uno spiazzamento continuo delle loro certezze.

“Incontrare musulmani, migranti e non, è stato come trovarsi di fronte a mondi dentro un mondo più grande - dice La Ruina - dove tanti islam si inseguono, si differenziano e anche si oppongono fra di loro. Ho sentito il bisogno di approfondire la materia, non solo attraverso libri, saggi e cronaca, ma dalla voce di chi vive sulla pelle questa condizione. I due personaggi in scena sono interpretati da me e un migrante musulmano - aggiunge il regista - scelta che mi impone l'inadeguatezza che provo nell’immaginare uno che si finge altro in un lavoro che vorrebbe arrivare allo spettatore con meno filtri possibili”.

In scena Saverio La Ruina e Chadli Aloui, la collaborazione alla regia è di Cecilia Foti. Le musiche originali di Gianfranco De Franco. Produzione Scena Verticale.

Saverio La Ruina già ospite del Drama nel 2018 con Masculu e Fiàmmina, si è formato alla Scuola Galante Garrone e ha lavorato, tra gli altri, con Leo De Berardinis e Remondi & Caporossi. È stato tra i giovani registi selezionati agli atelier di regia curati da Eimuntas Nekrosius per La Biennale di Venezia nelle edizioni 1999 e 2000. Nel 1992 ha fondato la compagnia teatrale Scena Verticale, con la quale è presente nei maggiori festival e teatri italiani e all’estero. Più di recente premiato in diverse edizioni del prestigioso Ubu.
La corsa di fuochi fa parte del progetto Andante finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il contributo di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna e BPER.

Per prenotazioni 059 8722717 / 328 1827323; info@dramateatro.it

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