"Pasolini. Con la forza dello sguardo", mostra dedicata a 7.8.Novecento

L’arte, gli insegnamenti e la lezione culturale di Pier Paolo Pasolini rivivono a Modena attraverso le mani di un altro artista emiliano, David Parenti. 7.8.Novecento rende omaggio al grande intellettuale con la mostra “Pasolini. Con la forza dello sguardo”, a cura dello Studio Archeo900: dal 20 al 22 novembre a ModenaFiere il pubblico potrà ammirare una cinquantina di opere di David Parenti, artista genovese ma reggiano d'adozione, di fama internazionale; le sue creazioni si trovano nelle città di tutto il mondo da Londra, New York, Mosca, Parigi a Sydney.

Lavora con matita e tecniche miste su foglio, cartone e legno; pur partendo da materiale fotografico, questo trascende “caravaggescamente” e trasmette una realtà sorprendente sul piano psicologico, in cui affiorano le emozioni del volto umano. Parenti ha fatto del cinema il centro della sua ispirazione: ha dedicato cicli di opere a Fellini, James Dean e Marlon Brando. Il ciclo pasoliniano di David Parenti, con le opere in mostra a Modena, è già stato esibito in altre città con grande apprezzamento (fra le altre Roma, Torino, Vienna, Salò, Latina e Casarsa, paese della madre di Pasolini dove il poeta è “fiorito”).

Nelle opere dell’artista emergono i ritratti di Pasolini, rivelatori di intimi tormenti e di dolcezza caratteriale (come lui stesso rivela in una poesia: “Sembro/ provare odio, e invece scrivo/ dei versi pieni di puntuale amore”), momenti della sua vita accanto a coloro che lavorarono con lui: il “Laurence Olivier di borgata” Franco Citti, l’angelico e conturbante Terence Stamp di Teorema, Totò e Ninetto, Laura Betti, l’Anna Magnani di Mamma Roma, Silvana Mangano e Maria Callas; ambienti autobiografici e filmici vissuti con “disperata” ma anche amorosa “vitalità”: dalla luce calcinata e “bachiana” delle borgate alla quiete solare di Grado, fino all’incanto architettonico di Sana’a. Sono chiari i riferimenti ai suoi grandi Maestri: da Masaccio a Piero della Francesca, da Caravaggio ai Manieristi.

Ma non è tutto: saranno esposte anche le bobine originali, utilizzate dai cinema dell’epoca, de “La Trilogia della vita”, una composizione di tre film girati da Pasolini tra il 1971 e il 1974: “Il Decameron”, “I racconti di Canterbury” e “Il fiore delle Mille e una notte”. 

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