Alla San Carlo si parla di "Nietzsche e la concezione dell’ascetismo"

Martedì 14 maggio alle ore 17.30 prosegue il ciclo di conferenze della Scuola Internazionale di Alti Studi “Scienze della cultura” della Fondazione Collegio San Carlo di Modena con l’incontro dal titolo Nietzsche e la concezione dell’ascetismo. Genealogia versus storia tenuto da Bertrand Binoche, Professeur d’Histoire de la philosophie moderne, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne.

La critica di Nietzsche all’«ideale ascetico» è una critica ricorrente: appare nel 1878 nei §§ 136-144 di Umano, troppo umano, per poi fare spesso ritorno, assecondando l’andatura rapsodica del filosofo, prima di trovare la sua magistrale orchestrazione dieci anni più tardi, nel 1887, nella terza dissertazione della Genealogia della morale. Per Nietzsche non si tratta affatto di rivalutare, per così dire meccanicamente, il piacere contro la sofferenza volontaria. Il § 225 di Al di là del bene e del male richiama uno accanto all’altro utilitarismo, eudemonismo, edonismo e … pessimismo. Bentham e Schopenhauer, la stessa battaglia e secondo Nietzsche, entrambi concordano sul carattere decisivo dell’antinomia piacere/sofferenza e sul fatto che, in un modo o nell’altro, è necessario evitarla.
L’uomo crede di dover combattere in sè stesso una natura corrotta. E così ritroviamo l’ascetismo cristiano. Ma ciò può anche significare che in sé stesso il superuomo deve superare l’uomo: «L’uomo è qualcosa che deve essere superato», dice Zarathustra. In me, l’ostacolo è l’uomo nella misura in cui «l’uomo» è precisamente il cristiano ascetico: è sull’uomo in me che la volontà deve esercitare la sua potenza e ciò non può darsi senza dolore. Nietzsche realizza una genealogia dell’ascetismo che è interamente orientata contro ciò che quest’ultimo è diventato nelle mani della Chiesa.

Arriva così a difendere una nuova forma di ascesi il cui fine è quello di cancellare in sè stessi, dolorosamente, ogni traccia di ascetismo cristiano. L’impresa è coerente. Tuttavia, realizzandola, Nietzsche non vede fino a che punto tale impresa dipenda da una congiuntura storica che ha fatto emergere il concetto stesso di «ascetismo». Il genealogista dimentica lo storico, il filosofo dimentica il filologo: in questo senso, si può temere che egli fosse meno «inattuale» di quanto pretendeva.

La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione. La partecipazione è libera e a richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni è organizzato dalla Fondazione Collegio San Carlo di Modena, ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi di quanto previsto dalla Direttiva di accreditamento degli enti di formazione del personale della scuola n. 170/2016, con il contributo di BPER: Banca. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente sul sito www.fondazionesancarlo.it, dove sarà accessibile gratuitamente.

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