In piazza a Mirandola la Pastasciutta Antifascista

Mercoledì 25 luglio si svolgerà a Mirandola, dalle ore 20 in piazza Costituente, l’iniziativa “Pastasciutta antifascista” in compagnia dei Tichmond society; a seguire andrà in scena il recital “Di solida costituzione” con Elisa Lolli e Riccardo Landini. Durante la serata, oltre alla distribuzione gratuita del piatto di pasta a partire dalle ore 20, funzioneranno stand gastronomici all’insegna dello street food a cura de “Le mangerie della Gaia”, “NaturaSì Mirandola” (con il sostegno di Coop Alleanza 3.0 e Spi Cgil). E’ gradita la prenotazione (per informazioni e/o prenotazioni 370/3316523).

Per ricordare una data simbolica della storia del '900, l’Anpi di Mirandola, l’Anpi Bassa resistente e l’associazione culturale Educamente da quattro anni a questa parte hanno aderito, assieme ad altre associazioni del territorio della Bassa modenese (Aquaragia), della provincia di Modena (Libera, Arci, Caleidos) e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Mirandola, alla rete delle pastasciutte antifasciste continuando la tradizione iniziata dai Cervi a Campegine più di settanta anni fa. Gli organizzatori invitano a partecipare vestendo qualcosa di rosso. 

Alla caduta del fascismo, il 25 luglio del 1943, fu grande festa a Casa Cervi, come in tutto il Paese. Una gioia spontanea di molti italiani che speravano nella fine della guerra, nella morte della dittatura. La Liberazione verrà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte sofferenze. Ma quel 25 luglio, alla notizia che il duce era stato arrestato, c’era solo la voglia di festeggiare. A Campegine, i Cervi insieme ad altre famiglie del paese, portarono la pastasciutta in piazza, nei bidoni per il latte. Con un rapido passaparola la cittadinanza si riunì attorno al carro e alla “birocia” che aveva portato la pasta. Tutti in fila per avere un piatto di quei maccheroni conditi a burro e formaggio che, in tempo di guerra e di razionamenti, erano prima di tutto un pasto di lusso. C’era la fame, ma c’era anche la voglia di uscire dall’incubo del fascismo e della guerra, il desiderio di “riprendersi la piazza” con un moto spontaneo, dopo anni di adunate a comando e di divieti. Di quel 25 luglio, di quella pagina di storia italiana è rimasto poco nella memoria collettiva. Eppure c’è stato, in tutta Italia e in quella data, uno spirito genuino e pacifico di festa popolare: prima dell’8 settembre, dell’occupazione tedesca, della Repubblica di Salò. Prima delle brigate partigiane e della lotta di Liberazione. L’Istituto Cervi, più di venti anni fa, ha voluto ricostruire quel clima di gioia a partire dall’episodio della storica pastasciutta di Campegine, riproponendo la stessa formula di ritrovo spontaneo e festoso.

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