“Polli d'allevamento”, Casale porta Gaber ai Giardini

Venerdì 27 luglio alle 21 arriva a Modena il “Teatro-Canzone”, tra i generi culturali che vanno a comporre il mosaico del programma dei Giardini d’Estate, la rassegna curata da Studio’s nell’ambito dell’Estate modenese, organizzata dal Comune con sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Modena ed Hera.

Dopo il dj set delle 19 con musica jazz, lounge, blues e pop, alle 21 di venerdì Giulio Casale porta, infatti, sul palco “Polli di allevamento”, uno spettacolo a firma Gaber - Luporini, originariamente in scena nella stagione teatrale 1978/79, poi riproposto da Casale stesso nei teatri di tutt’Italia con oltre cento repliche tra il 2006 e il 2008. L’appuntamento, come gli altri ai Giardini, è a ingresso libero.

Giulio Casale, nato a Treviso nel 1971, attore di teatro e di “prosa cantata”, si connota sulla scena culturale italiana per il suo percorso artistico poliedrico, nel quale i linguaggi di letteratura, teatro e musica si sono progressivamente intrecciati, fino a dar vita alla sua originale cifra stilistica, basata sulla recitazione di testi, spesso d’impegno sociale, alternati con timbro “confidenziale” a canzoni dal suo repertorio e da quello dei maestri che ha avuto in campo letterario e musicale (da Pasolini a Gaber, per citarne solo due).

Con il suo “Polli di allevamento”, si legge nella presentazione, Casale visita la memoria e le emozioni in cui recupera Gaber senza alterazioni e mistificazioni, restituendocelo “corrente”, in un certo senso evoluto alla luce dell’autoralità del suo essere interprete, oltre che della gratitudine di allievo, ma soprattutto deprivato da qualunque graniticità del passato.

Gli spettacoli di Casale, infatti, non sono mai semplici performance in teatro di un musicista, scrittore e attore. Il livello di elaborazione di ogni sua esibizione, tanto più nel confronto con interpreti della stregua di Gaber, è un equilibrio di grandi complessità che sintetizzano un insieme di analisi, idee, teatralità, canto, movenze, pensiero, fedeltà, nuova esperienza, memoria, capacità di lettura e rilettura, amore e osservazione critica, il tutto reso al pubblico con la leggerezza della naturalezza.

Più che uno “spettacolo” semplicemente da guardare (attenendosi all'origine del termine, da =spectare) - prosegue la scheda di presentazione - una "manifestazione", ovvero un'epifania, con la quale scuotersi e sentire grazie a un artista poliedrico e intenso, Casale, che da una parte si riassume, dall’altra s’amplifica, nel difficile ma riuscitissimo intento di ‘continuare a essere irriconoscibili al potere’, per citare Pasolini, emulando e rinnovando Gaber negli occhi di chi ancora voglia conoscerlo.

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