"Rembrandt e il ritratto" mostra di dipinti e disegni creati dagli artisti de L’atelier


Il 9 luglio inaugura la mostra "Rembrandt e il ritratto", dipinti e disegni creati dagli artisti del centro di formazione L’atelier. All'inaugurazione, fissata alle 18.30, farà seguito la conferenza tenuta dal professor Giuseppe Bernardoni e dalla storica d'arte Estense Roberta Iotti, seguirà la premiazione dei dipinti migliori di ciascuna sezione da parte di una giuria nominata. Le opere rimarranno in mostra fino a domenica 31 Luglio.

La mostra, suddivisa in tre sezioni, è realizzata con le opere degli allievi del Centro di Formazione L'Atelier. Con la quarta mostra di pittura, dedicata quest'anno a Rembrandt e il ritratto, lo studio L'Atelier porta in scena al club La Meridiana di Casinalbo le opere degli allievi che da cinque anni si cimentano con straordinari risultati nel corso "Dipingere con la parte creativa del cervello", ideato e guidato da Daniele Poltronieri. Dopo un viaggio ad Amsterdam e un'accurata indagine personale sulle tecniche pittoriche del maestro di Leida, il docente ha realizzato
un video in cui vengono illustrate le varie fasi di elaborazione del dipinto Ritratto di un uomo in veste militare, soggetto che secondo gli storici dell'arte sarebbe identificabile con il padre di Rembrandt, il facoltoso mugnaio Van Rijn. Da questa suggestiva copia, ricca delle celebri luci rembrandtiane, ha preso avvio il corso 2016, articolato in tre sezioni, una specificamente riferita all'uso della "tecnica Rembrandt": "Copie d'autore del Padre di Rembrandt" e "Autoritratti in costume"; e due maggiormente riconducibili alle diverse competenze metodologiche acquisite da questi talentuosi artisti in fieri nei cinque anni di corso: "Ritratto a tecnica libera" e "Ritratto di antenati con tecnica a grafite".

Come già accaduto per le precedenti esposizioni curate da Mara Calzolari, tra cui spiccano quelle ispirate a Johannes Vermeer e a Tamara de Lempicka, siamo certi che anche in quest'occasione i visitatori avranno modo di apprezzare gli esiti notevolissimi di chi, mosso da profonda passione per la pittura, ha pazientemente ripercorso insieme a Daniele Poltronieri gli stadi diversi, numerosi e complessi della realizzazione di un dipinto barocco e ha sondato, pennello alla mano, le pieghe recondite della creatività di uno dei più grandi artisti di ogni tempo.

La sezione "Autoritratti in costume" ha necessariamente previsto, prima dell'esecuzione dell'opera, un backstage fotografico per la messa a punto del modello, operazione ispirata in chiave moderna e tecnologica a ciò che anche il maestro olandese faceva nel proprio studio, dov'erano raccolti moltissimi abiti e accessori per la più svariata caratterizzazione dei soggetti. Una sorta di atmosfera teatrale che L'Atelier ha potuto fissare in immagini, testimoniando la cura tecnica e la vivacità individuale profuse in ogni tela.

Speciale poi per la nostra città lo spazio riservato al "Ritratto di antenati", giacché gli Este che tra il 1598 e il 1859 ressero il ducato con Modena Capitale mai dimenticarono di allestire dentro la dimora urbana e le residenze di villeggiatura le cosiddette "gallerie della memoria", pregiate raccolte delle effigi degli avi, sia leggendari che storicamente documentati, tramite le quali si esibiva all'Italia e all'Europa l'antichità della genealogia atestina, la qualità sovrana del nome e del sangue, la solidità del suo ruolo politico.
Già il primo duca di Modena, Cesare d'Este, colui che patì sulla pelle l'esilio definitivo da Ferrara, promosse dentro al marziale castello di Obizzo II, l'oscura fortezza che poi Francesco I avrebbe trasformato con magnificenza romana nell'attuale Palazzo Ducale, l'aulica quadreria di famiglia firmata da Sante Peranda, pittore veneziano che aveva lavorato con squisita perizia alla corte mirandolese dei Pico. Né i suoi successori avrebbero mai mancato alla consuetudine dinastica di immortalare i campioni del passato e del presente: a Tivoli, ad esempio, residenza dei cardinali del casato, vennero inviate molte copie dei ritratti ferraresi e modenesi, a lode e gloria degli Estensi tutti.

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