Ufficio resurrezione parole smarrite, uno spettacolo sul vocabolario dimenticato

Parole smarrite da recuperare. È il tema della doppia performance dell’artista Sabrina D’Alessandro che si svolge sabato 21 novembre alle 18 e alle 19 alla Galleria civica di Modena nella Sala grande di Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103, nell’ambito della mostra “Daniel Spoerri Eat Art in transformation”. L’iniziativa è in collaborazione con l’Istituto superiore di studi musicali “Vecchi-Tonelli” e con l’associazione culturale Stoff, che cura l’aperitivo scilinguo a seguire.

Intitolata “Parole Scilingue per Quadri Trappola”, la perfomance è presentata dalla protagonista come “un servizio a cura dell’Urps (Ufficio resurrezione parole smarrite): ente preposto al recupero di parole smarrite benché utilissime alla vita sulla terra”. Fondato da Sabrina d’Alessandro nel 2009, l’Urps ha lo scopo di valorizzare la ricchezza della lingua italiana attraverso il recupero di parole dimenticate e di diffonderne non solo il valore culturale, ma anche lo spirito ludico e la capacità di far risuonare la realtà in modo diverso.

All’interno della sala espositiva, dove i “quadri-trappola” di Spoerri esposti hanno già eternizzato strumenti e tracce del rituale del nutrimento, l’Urps si occuperà di resuscitare quattro parole che traggono origine dalla cultura alimentare e arrivano a definire qualità umane, relazionali e sociali. Si tratta di “Ùzzolo”, che significa: languore e ghiribizzo; “Òffa”: focaccia e contentino; “Buglione”: brodo e subbuglio; “Pappataci”: mangiare e tacere

Scopo della performance, spiega la performer, è “riportare in vita queste parole attraverso il rituale della rappresentazione e trasmettere quanto la sfera alimentare influenzi profondamente il modo di leggere la realtà”. Il rituale che andrà in scena è a cura del “Dipartimento rinascita psicovocale” (cantante lirica) e della “Divisione mutoparlante” (mimo), e consisterà nel servire, cantare e illustrare origine e significato delle quattro parole da resuscitare. Ogni parola verrà estratta da una zuppiera, declamata, cantata, illustrata dai gesti del mimo e da una voce fuori campo che ne racconta origini, trasformazione, significato. L’opera si concluderà con la distribuzione al pubblico delle parole resuscitate.

La ricerca di Sabrina D’Alessandro si concentra sul rapporto tra linguaggio e immaginario, in particolare sulle potenzialità espressive delle parole rare o cadute in disuso. Nel 2009 ha fondato l’Ufficio Resurrezione, un progetto fra arte e filologia volto a restituire alla memoria parole dimenticate trasformandole in mostre, libri, opere d’arte visiva, installazioni. Il progetto, che porta avanti collaborando con centri culturali, istituzioni e gallerie d’arte in tutta Italia, l’ha portata nel 2011 a realizzare il volume “Il libro delle parole altrimenti smarrite” (Rizzoli), segnalato ne “Il libro dell’anno 2011” dell’Enciclopedia Treccani.

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