Inquinamento dell'aria critico, in Emilia superati i livelli di Pechino

In gennaio concentrazioni elevate di polveri sottili in tutta la pianura della regione, in città e in campagna. Ormai si tratta di una vera e propria emergenza, dovuta anche all'assenza prolungata di piogge

Anche in pianura Padana saremo costretti a vivere in una foschia perenne ed uscire di casa con mascherine protettive, come accade in alcune aree industriali cinesi? Forse no, però la gravità della situazione circa l'inquinamento dell'aria emiliana è ben rappresentata da un dato simbolico: oggi la concetrazione di polveri sottili (PM 2.5) ha superato quella registrata a Pechino.

Come detto, si tratta di un paragone estemporaneo, o quantomeno tutti se lo augurano. La novità di questo primo mese del 2017 è che si è passati da episodi di inquinamento circoscritto ai grandi centri urbani e registrato dalle stazioni “di traffico”, a superamenti comuni in quasi tutte le stazioni (fino al 25 gennaio erano state poco più di una decina, su 42, ad aver superato i limiti).

Cosa sta accadendo? Perché i valori delle polveri sono così elevati e soprattutto perché nelle stazioni di campagna (dette rurali di fondo), come San Pietro Capofiume (Bo) o Guastalla (Re), le polveri sono pari o più abbondanti rispetto alle stazioni di traffico dei relativi capoluoghi? Due le cause. La prima è di tipo meteorologico. Sulla Pianura Padana è presente da giorni uno strato d’aria calda che scorre su quello più freddo al suolo, determinando un´inversione termica tra i 600 e i 900 metri, che permane anche nelle ore diurne, e schiaccia verso il suolo tutti gli inquinanti; i venti sono calmi in tutto lo strato d’aria al di sotto dell’inversione termica. Questi due fatti concomitanti impediscono di fatto la dispersione degli inquinanti, che progressivamente si accumulano.

La seconda causa dipende dalle polveri d’origine secondaria, cioè da quella parte di aerosol che si forma in atmosfera per effetto delle reazioni e trasformazioni fisico-chimiche a cui vanno incontro alcuni composti gassosi quando entrano in atmosfera. Queste polveri si vanno a sommare con quelle di tipo primario emesse direttamente dalle fonti emissive (riscaldamento, traffico, industria).

Tra le cause del numero elevato di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 in gennaio, anche le basse temperature, che hanno richiesto un maggior consumo di combustibili per il riscaldamento degli ambienti, e la pressoché totale assenza di precipitazioni, con valori di cumulati inferiori alla media climatologica.

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