Rigenerazione urbana, università e turismo: il 2020 della giunta Muzzarelli

Il Piano Urbanistico sarà il protagonista della politica modenese del prossimo anno, come ha annunciato il sindaco durante l'annuale incontro con la stampa locale

Quali saranno le priorità dell'Amministrazione Muzzarelli nell'anno che verrà? A questa domanda ha dato risposta lo stesso primo cittadino nell'introdurre la conferenza stampa organizzata come ogni anno dall'Associazione Stampa Modenese. Tre punti, quelli elencati dal sindaco nel suo intervento: "rigenerazione urbana", "Modena città universitaria" e "Modena città culturale e turistica".

E' quindi ancora una volta il tema dell'assetto urbanistico della città e del recupero delle aree dismesse a quidare l'agenda politica sotto la Ghirlandina, dove il 2020 sarà l'anno dell'approvazione del Pug (piano Urbanistico Generale). L'anno si aprirà con la convocazione della Conferenza dei Servizi e con un consiglio comunale sul Pums, primi tasselli di un dibattito molto più ampio che prosegue in realtà da diversi anni. 

Muzzarelli ha elencato alcuni degli interventi prioritari, dall'ex Amcm alle ex Fonderie Riunite, dall'avvio del cantiere per il nuovo supermercato Esselunga fino all'ampliamento dell'autodromo di Marzaglia, passando anche per l'imponente progetto del nuovo centro commerciale I Portali, fino a quello ormai al momento "congelato" dell'ex Civ&Civ. Un anno di istruttorie, dunque, preliminari ad un 2021 di cantieri. A questo si aggiungono poi gli inteventi sulla viabilità: per il sindaco la priorità assoluta resta la Complanarina (l'obiettivo è consegnare il progetto al Ministero entro marzo), seguita poi dalla soppressione dei passaggi a livello di "Gigetto", dallo snodo di via Nonantolana (rotatoria Rabin) e dalla Bretella, verso cui Muzzarelli conserva alcune forti perplessità circa il casello di Marzaglia e la mancata connessione con lo scalo merci ferroviario.

Al secondo posto dei desiderata del sindaco si colloca poi un tema affine, ma legato al mondo dell'università. Con la crescita di studenti e di attività in casa Unimore, la città dovrà ripensare sia gli spazi per la didattica, sia - soprattutto - la disponibilità di alloggi per gli universitari. Muzzarelli ha già avviato un percorso con il neo Rettore prof. Porro, nella speranza di fornire ai ragazzi un servizio migliore e una accoglienza all'altezza del blasone dell'Ateneo.

Come terzo punto, il sindaco ha citato la necessità di lavorare sul versante della cultura e dell'intrattenimento, aumentando le potenzialità turistiche di Modena e studiando eventi di ampia portata da affiancare a quanto oggi esiste. Partendo dal caposaldo del FestivalFilosofia e dall'irripetibilità di Modena Park, Modena non ha in realtà ancora sciolto alcuni nodi della sua vocazione culturale, sempre in bilico fra l'enogastronomia e la "Terra dei Motori", ma gravata da un'offerta artistica mai decollata.

Rispondendo alle domande dei colleghi, Muzzarelli si è poi soffermato sul tema della sicurezza, puntando tutto sull'incontro fissato il prossimo 21 gennaio con il ministro Lamorgese al Viminale, durante il quale il sindaco ha anticipato le richieste di più forze dell'ordine e la collocazione della Questura in una fascia più elevata, ma anche un cambio dell'impianto normativo sulla gestione degli stranieri e nuove soluzioni per il recupero di chi delinque. Il sindaco, in polemica con la gestione Salvini dei mesi scorsi, si è detto fiducioso del nuovo rapporto di dialogo istaurato con il Ministero dell'Interno, ma anche consapevole che Roma è un "imbuto complesso" dal quale uscire.

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E' nel complesso un Muzzarelli "combattivo" quello che si è presentato ieri ai giornalisti, forte di una conferma elettorale che egli stesso definisce "straordinaria" e ancora determinato a produrre nel secondo mandato uno sforzo concreto. "Qui si spinge ancora - spiega ai colleghi e allo stesso tempo ai membri della sua Giunta seduti in prima fila - e teniamo la testa già, giuardando al 2030 e al 2050". Il sindaco riflette infatti sul termine di una fase importante della programmazione europea, sche scade proprio nel 2020, sottolinea la necessità di continuare ad attrarre investimenti e di farlo in un'ottica di cambio generazionale e attenzione ai giovani.

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