Ex Amcm, il nuovo progetto viene approvato senza convinzione

Approvata la variante che ridimensiona le prospettive di riqualificazione dell'area oggi adibita a parcheggio, senza tuttavia modificare l'impianto originale del 2009 bocciato dal Tar. Passa tutto nelle mani della futura amministrazione

Una nuova sede per il Teatro delle Passioni con magazzini, camerini e sale prove; sale per Cinema d’Essai e conferenze/auditorium, oltre a spazi destinati ai servizi, come bar e ristoranti: questo il polo culturale previsto nell’edificio dell’ex centrale Enel con ingresso in via Peretti. E ancora, una Galleria urbana coperta, nell’ex centrale Aem, che collegherà via Buon Pastore alla piazza centrale interna al comparto e che offrirà spazi culturali, per il commercio innovativo e per la ristorazione in modo integrato con le altre attività previste nell’area.

Sono questi, insieme alla realizzazione di nuovi edifici a destinazione residenziale, commerciale e del terziario, gli elementi centrali del nuovo Piano particolareggiato in variante al Poc per l’area dell’ex Amcm, che oggi resta l'unico parcheggio gratuito nei pressi del centro storico, anche se sprofondato nel degrado. La delibera di adozione del nuovo Piano di recupero dell’area è stata approvata ieri nella seduta del Consiglio Comunale, con una “risicata” maggioranza di 20 voti su 33. Vale a dire con il solo voto favorevole del Partito Democratico e quello contrario di tutte le altre forze politiche.

Nel nuovo progetto, il cinema estivo rimane nell’area attuale, mentre nell’ex Autorimessa uffici e filovia troveranno spazio una media superficie alimentare, con fronte principale su via Carlo Sigonio, e altre attività. La parte storica della Palazzina Sigonio sarà invece oggetto di una riprogettazione complessiva con destinazione a residenza e uffici. Al centro del comparto troverà spazio la piazza principale su cui affacceranno tutti gli edifici pubblici e privati. Sotto la superficie della piazza verrà ricavato un parcheggio interrato a un livello di circa 200 posti auto, che, insieme a quello a due piani previsto a fianco dell’edificio ex Aem.

“Le dimensioni urbanistiche massime del nuovo progetto rispetto a quello precedente rimangono invariate, ma il progetto raccomanda una riduzione media di circa il 20%, che potrebbe arrivare anche percentuali maggiori per quanto riguarda il commercio e inferiori per il residenziale”, ha spiegato l'Assessore Gabriele Giacobazzi. “Abbiamo deciso infatti di adeguarlo all’attuale situazione economica senza rinunciare alla vocazione culturale prospettata per l’area. I piani dei parcheggi interrati passano da tre a uno, caleranno gli alloggi e, sia per dimensione sia per numero, anche le unità commerciali e terziarie. Il nuovo Piano particolareggiato – ha proseguito l’assessore – conferma la centralità degli spazi e delle funzioni pubbliche pur garantendo un mix equilibrato di diverse tipologie edilizie e di spazi per residenza, commercio e ristorazione”.

Un partecipato dibattito in Consiglio Comunale, ha messo in luce uno degli aspetti più significativi della variante, aldilà della sua natura urbanistica: vale a dire la poca concretezza i una materiale riqualificazione. A tutti, compreso il Pd che è stato l'unico partito a votarlo, è infatti chiaro che le attuali condizioni economiche non consentono un intervento reale di riqualificazione in tempi né brevi, né medio-lunghi. Per di più, il cambio di Amministrazione cui Modena andrà incontro fra 6 mesi, riapre chiaramente ogni tipo di scelta politica su questo e su altri nodi urbanistici.

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