Ater diventa una Fondazione, via libera del Consiglio Comunale

Ater si trasforma da associazione a fondazione di partecipazione per poter svolgere con maggiore efficacia il proprio ruolo nel settore dello spettacolo, rafforzando, inoltre, la propria funzione a servizio dei 35 Comuni soci a livello regionale. Tra questi c’è anche il Comune di Modena che, nel 1964, fu tra i fondatori dell’ente con l’obiettivo di promuovere l’attività teatrale e la formazione del pubblico.

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 10 ottobre, ha, infatti, dato il via libera alla nuova forma societaria con il voto a favore della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena solidale, Verdi). Voto contrario per il gruppo di Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia mentre si sono astenuti Lega Modena, Forza Italia e M5s. 

La delibera è stata presentata all’assemblea dall’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi che ha sottolineato come la trasformazione “consolidi il ruolo di Ater rendendola più competitiva nel settore dello spettacolo, e consenta di ottimizzare la gestione e di migliorare la capacità di attrarre risorse, anche dai privati”. I soci fondatori della nuova Fondazione saranno tutti pubblici.

Attualmente Ater (Associazione teatrale Emilia Romagna, 45 dipendenti di cui 27 a tempo indeterminato) svolge nello spettacolo attività in tre macroaree: dagli scambi internazionali alla gestione e supporto alla programmazione a teatri di Enti locali e luoghi di spettacolo regionali, al supporto a progetti speciali per azioni della Regione per gli Enti associati (come ad esempio l’Osservatorio dello spettacolo).

Il bilancio annuale di Ater, che ottiene contributi statali come Circuito regionale multidisciplinare, si aggira intorno ai 9,5 milioni di euro, a cui il Comune di Modena, che resterà in Cda nella nuova Fondazione come socio fondatore, partecipa con una quota associativa annua di 4 mila euro. Il nuovo statuto conferma la gratuità dei ruoli di presidente e consigliere d’amministrazione (Modena è attualmente rappresentata dall’assessore alla Cultura), mentre per il direttore verrà utilizzata una procedura di evidenza pubblica sulla base delle linee guida che verranno espresse dal nuovo Consiglio di Amministrazione.

In corso di seduta, il gruppo Lega Modena aveva presentato un emendamento (che è stato respinto), illustrato dal capogruppo Antonio Baldini, per precisare ulteriormente il ruolo del direttore, la durata del suo mandato e le modalità per definirne il compenso, specificando che la carica non può essere ricoperta da persone che abbiano subito condanne, anche non definitive, o siano sottoposte a misure di prevenzione. Nonostante il parere tecnico contrario ricevuto dall’emendamento, il capogruppo Baldini ha chiesto di sottoporlo comunque al voto dell’assemblea motivando la richiesta con il fatto che la delibera “prevede sia la trasformazione di Ater in Fondazione, sia l’approvazione dello Statuto e, quindi, emendare lo Statuto non invalida la delibera”. L’emendamento è stato respinto con il voto contrario di Pd, Sinistra Modena, Verdi e Modena solidale; a favore Lega e Forza Italia; astenuti M5s e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia.

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