Unimore in affanno: aumentano gli iscritti, ma calano i fondi statali

Il rettore Andrisano rivolge un nuovo appello ai palazzi romani, dopo la pubblicazione dei dati del Sole24Ore. Fondi in calo del 12% in sette anni: "Siamo penalizzati"

Se in media sono le Università del sud a soffrire di piu' il calo in questi anni di fondi ministeriali e studenti, anche gli Atenei dell'Emilia-Romagna, tra i quali in realtà solo Modena-Reggio aumenta gli iscritti, scontano una flessione di risorse da diversi anni a questa parte. Flessione che non consente adeguati investimenti interni a favore di nuovi spazi e attrezzature di didattica, in primis, cosi' come sul turnover dei docenti. I dati elaborati a fine 2016 vengono ripresi oggi dal "Sole 24 Ore", dai quali emerge appunto la crisi delle Università statali del Mezzogiorno ma anche una certa incertezza generale, visto che solo Bergamo, Catanzaro, L'Aquila e il Politecnico di Torino hanno visto crescere in valore assoluto gli stanziamenti pubblici. 

Ecco allora i numeri dell'Emilia-Romagna. Per l'Alma Mater di Bologna nel 2016 si contano 377,67 milioni di fondo ordinario totale, pari al -13,18% sul 2009; è di 4.840 euro il fondo ordinario per studente (-13,1% sul 2009), mentre gli iscritti totali risultano 78.026 e quindi sono stabili rispetto allo stesso anno di riferimento. Ecco poi le cifre dell'Università di Ferrara: 75,82 milioni (-11,14%), 4.906 euro a studente (+3,2%), 15.455 iscritti (-13,9%). Parma: 116,76 milioni (-18,63%), 5.106 euro a studente (+7%), 22.869 iscritti (-23,9%). 

Venendo a Unimore, si contano 90,05 milioni di euro di finanziamenti nel 2016 (-12,52% sul 2009), 4.334 euro di fondo a studente (-16,1%) e complessivamente 20.778 iscritti, in crescita del 4,2% sul 2009 medesimo. Cosi' il rettore dell'Università di Modena e Reggio, Angelo Oreste Andrisano, ne approfitta per lanciare dall'Emilia un nuovo appello a Roma.

Il meccanismo, complesso, concordato tre anni fa coi rettori prevede un finanziamento basato sul costo standard per studente (in corso) ipotizzando di arrivare a un contributo complessivo in cinque anni a un incremento del 20% annuo. Invece, al terzo anno, Unimore anzichè essere al 60% è ferma al 28%. "Purtroppo- evidenzia Andrisano- riscontriamo che non è stata mantenuta la tabella di marcia, Modena e Reggio vengono penalizzate. Per ora non registriamo modifiche e rettifiche sulla rotta seguita a livello nazionale, per quest'anno siamo in attesa di capire nel dettaglio che finanziamenti ci saranno. Il 23 marzo- aggiunge Andrisano- si ritrova la Conferenza dei rettori, vediamo se da li' usciranno sviluppi".

(DIRE)

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