Ballottaggio Modena 2014, missione impossibile per il grillino Bortolotti

Per la prima volta nella sua storia, piazza Grande va al ballottaggio: il consiglio comunale schierato a sinistra premia il candidato Pd, mentre la Lega Nord sarà costretta a sostenere il M5s qualora volesse entrare nel prossimo civico consesso

Marco Bortolotti

Il candidato M5s Marco Bortolotti e i suoi sostenitori dovrebbero recarsi a casa del Senatore Carlo Giovanardi e, come minimo, offrirgli una cena al ristorante. Grazie alle sue smanie di protagonismo, di ricerca spasmodica di riflettori, il suo Ncd ha fatto mancare al centrodestra di Giuseppe Pellacani quella percentuale che avrebbe significato il sorpasso sui grillini (16,5% contro 16,3%). Invece, la corsa in solitaria ha messo i bastoni tra le ruote alla coalizione FI, Udc e FdI, che non solo si è vista dimezzata rispetto alle consultazioni del 2009, ma si è vista letteralmente beffata nell'unica occasione degli ultimi 70 anni di andare al ballottaggio con il centrosinistra.

In ogni caso, per Bortolotti e i suoi si prospetta una missione impossibile: non tanto per l'abisso di 35mila voti da colmare rispetto a Muzzarelli, quanto per i numeri del consiglio comunale che premiano il centrosinistra, vista la maggioranza assoluta di consensi ottenuta dalle varie liste della coalizione di poco oltre il 50%. Questa la situazione che si potrebbe profilare in consiglio comunale dopo il voto di domenica 8 giugno in caso di vittoria pentastellata: in aula entrerebbero 17 consiglieri Pd più il candidato Muzzarelli (nessun esponente di Sel), cinque grillini, quattro per il centrodestra (Pellacani più tre di Forza Italia), due per la Querzè, Montanini di CambiaModena, Luigia Santoro (candidata Ncd a cui Giovanardi ha ceduto il passo) e il leghista Stefano Bellei. Con un civico consesso di questo tipo, l'azione di governo di una giunta M5s sarebbe costantemente ostaggio della maggioranza assoluta di centrosinistra che avrebbe di fatto in mano il pallino del gioco.

Con una vittoria di Muzzarelli al secondo turno, i numeri cambierebbero di poco lasciando inalterati i rapporti di forza all'interno dell'assemblea (19 consiglieri Pd più esponente vendoliano, un forzista in meno). L'unica differenza sostanziale rispetto lo scenario precedente andrebbe ad interessare due formazioni che hanno fortemente deluso in consiglio comunale: Sel e Lega Nord. Con un risultato positivo per il candidato di centrosinistra, infatti, i vendoliani andrebbero a "rubare" quel seggio in consiglio comunale che sarebbe spettato ai padani in caso di vittoria del grillino Bortolotti.

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