Bilancio del Comune di Modena: in arrivo un "piano di austerity"

Lo ha annunciato ieri in commissione bilancio il Sindaco Giorgio Pighi. Al vaglio diverse misure per rimpinguare le casse: blocco turnover dei dipendenti, riduzione della spesa per il personale e dei trasferimenti ad enti e associazioni

In piazza Grande il piatto piange. Lo ha chiarito ieri pomeriggio in commissione bilancio il Sindaco di Modena Giorgio Pighi in una commissione bilancio convocata in fretta e furia per illustrare l'anteprima dell'intervento che il primo cittadino farà lunedì in consiglio comunale sulle conseguenze che il Comune di Modena patirà in seguito alla manovra finanziaria recentemente varata dal Governo centrale.

AUSTERITY - Per reagire ai colpi inferti dal patto di stabilità e non solo, serve un vero e proprio piano di austerity che preveda un blocco del turnover dei dipendenti, la riduzione della spesa per il personale, delle esternalizzazioni e dei trasferimenti ad enti e associazioni, stretta sul recupero
della morosità tariffaria e lotta all'evasione fiscale. Non è finita qui: negli uffici del Municipio aleggia anche lo spettro di un possibile aumento dell'Irpef e dell'introduzione di una tassa di soggiorno, quest'ultimo un provvedimento che l'amministrazione vorrebbe evitare dato l'impatto altamente depressivo per un comparto turistico come quello modenese già agonizzante di suo. "Questa manovra ci metterà di fronte ad alternative dolorose che tutti noi faremo fatica a spiegare ai cittadini - ha detto Pighi - Per il 2012, l'entità del taglio aggiuntivo sarà pari al 66,6% del taglio del 2011 sul
2010, cioè superiore a 10 milioni di euro, a cui si sommano più di 1,3 milioni di euro di minori trasferimenti dalla Regione per il fondo sociale. A tutto ciò si aggiungono circa 22 milioni bloccati per effetto del patto di stabilità". Nel 2012 si profilerà la necessità di varare una "manovra" sulla spesa corrente di oltre 15 milioni di euro, "circa il 7% del nostro bilancio complessivo - spiega il Sindaco - considerando
le spese rigide come il personale, i contratti e le utenze. Il taglio reale perciò sarà molto più consistente. Ci sono caratteristiche di assoluta emergenza".

SCELTE - "Dovremmo fare molto di più rispetto a quello che chiederemo ai cittadini. Ma in ogni caso, prevarranno i nuovi tagli rispetto alle maggiori entrate, non c'è nulla da fare. E poi deve rimanere una parte importante delle risorse per gli investimenti, il lavoro e la crescita. Innanzitutto dobbiamo costruire  un bilancio corrente che prevede che le spese ordinarie siano finanziate da entrate ordinarie per la massima parte". Bisognerà valutare le scelte dolorose da adottare per puntellare le entrate: "Bisognerà valutare i vantaggi offerti dalla leva fiscale, a partire dall'addizionale Irpef - ha aggiunto Pighi - Un punto di addizionale vale circa 3 milioni di euro e la possibilità che ci viene data è quella di applicarne tre in aggiunta, passando dallo 0,5 allo 0,8. La tassa di soggiorno ha una potenzialità di circa 2 milioni di euro: poi è evidente che starà a noi trovare la misura e l'equità. Purtroppo, anche spingendo al massimo la leva fiscale, non copriamo il fabbisogno". Esclusi dai tagli, almeno stando alle dichiarazioni del primo cittadino, saranno i servizi alla persona e il piano di investimenti rivolto alla crescita, settore quest'ultimo a cui sarà destinata la maggior parte delle entrate provenienti dagli oneri di urbanizzazione.

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