Carcere Sant'Anna: meno detenzioni, stessi disagi

L'assessore delle Politiche sociali Francesca Maletti sulle difficoltà del carcere Sant'Anna di Modena: presenti 177 unità nell'organico di polizia penitenziaria su un fabbisogno di 193

L'attuale situazione del carcere di Sant'Anna a Modena non è certamente delle migliori. Il numero di detenuti è inferiore a quello degli anni passati, 328, ma a causa dei lavori di 'restauro' all'interno della struttura non si vedono miglioramenti per quanto riguarda i servizi, e soprattutto aumenta, visto l'inagibilità di alcune strutture ricreative e non, il problema del sovraffollamento. Questo è quello che emerge dalle parole di Francesca Maletti, assessore delle Politiche sociali del Comune di Modena, a risposta ad un interrogazione illustrata in Consiglio ieri 7 maggio da Federico Ricci esponente di Sinistra per Modena. 

FINE DEI LAVORI: LUGLIO - "A luglio – ha precisato Maletti - si concluderanno i lavori e occorrerà ragionare attentamente sul numero di persone da detenere, perché più detenuti ci sono, più è difficile garantire i diritti umani”. La speranza è quella di non arrivare ad abusare in maniera spropositata delle nuove strutture. Il consigliere Ricci, che ha presentato l'istanza a febbraio, ha denunciato la necessità di costituire un Osservatorio che avrebbe competenza riguardo la realtà modenese, attraverso l’assunzione di un protocollo europeo firmato anche dall’Italia ma mai ratificato. 

PERSONALE IN DEFICIT - Dei detenuti presenti al S. Anna circa il 70 per cento sono stranieri, 27 donne e solo 140 con condanna definitiva. L’organico di polizia penitenziaria è costituito da 177 unità, quelle assegnate sono 193, di cui 27 distaccate in altri istituti della provincia e altre tre in aspettativa. Non sono bastati 9 agenti in più inseriti in organico lo scorso Gennaio. Questa motivazione, se non ci saranno miglioramenti, potrebbe annullare qualsiasi provvedimento a livello di strutture. 

NESSUN DETENUTO IN CATTIVE CONDIZIONI -  Dopo i decessi avvenuti nelle altre carceri italiane Ricci ha chiesto all'assessore se il freddo abbia determinato condizioni di sofferenza tra i carcerati di S. Anna e ha soprattutto insistito sulla necessità di garantire i diritti umani nel carcere, anche evitando condizioni di sovraffollamento. Pronta risposta di Maletti che afferma: “Nelle sezioni di detenzione del S. Anna il riscaldamento è perfettamente funzionante e lo è stato anche fra gennaio e febbraio, quindi nessun detenuto è stato leso nel diritto di essere custodito in un ambiente adeguatamente riscaldato. Diversamente è accaduto in altre aree, come il salone privo di riscaldamento e il cui utilizzo è stato quindi limitato”. Maletti ha infine detto che a Modena il garante dei detenuti coincide con quello regionale proprio perché non è facile interloquire con la direzione provinciale penitenziaria e che a breve si terrà un Comitato locale carcere, in cui saranno affrontate le tematiche discusse in Consiglio.

NON DIMENTICARSI DEL PROBLEMA - Per il Pd, Francesco Rocco, tra i firmatari dell’interrogazione, è intervenuto per sottolineare l’importanza di continuare a porre il problema delle condizioni di vita “disumane” all’interno del carcere e di farlo sia per i detenuti e per il personale penitenziario, che per un fattore culturale di civiltà. 

NESSUNA CONCLUSIONE - “Difficile dirsi soddisfatti o insoddisfatti di fronte alle informazioni fornite dall’assessore che costituiscono una cartina di tornasole della situazione" dichiara Ricci. Per finire propone una soluzione e ha esortato l’assessore di farsi portavoce presso la direttrice del carcere del rilancio di misure alternative e di recupero sociale.

 

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