Cgil Modena su appalti: "L'economia malavitosa sempre più presente in appalti modenesi"

Cgil Modena attacca: "L'economia malavitosa che opera nei nostri territori è sempre più concentrata sul sistema appalti, riciclaggio e lavoro sporco"

Non è l'allarme e la solita attenzione sollecitata dalla Cgil. Si tratta di due distinti Report, usciti nel giro di una settimana a metà luglio, da parte della DIA / Direzione Investigativa Antimafia (567 pag.) e dalla UIF / Banca d'Italia (162 pag.) sul consuntivo 2018 in merito alle crescenti criticità della economia malavitosa,sempre più funzionale agli interessi delle mafie.

DIA e Banca d'Italia: due punti di vista e sopratutto di operatività investigativa ben distinte e diverse, ma molto utili se letti e considerati "affiancati" per meglio comprendere le criticità intrecciate con la nostra economia e le necessarie / urgenti azioni di prevenzione sociale e con il mondo delle imprese.
Conferme ed aggravanti ben leggibili e riferite alla nostra imprenditoria emilianoromagnola. Siamo la regione che ancora conferma il buon primato nella crescita economica e del lavoro,  ma, attenzione, con alcune amare e diffuse distorsioni!

- L'unità centrale UIF-B.d'I. che si occupa delle funzioni di contrasto al riciclaggio economico ( e del finanziamento del terrorismo) raccoglie ed opera sulla base delle "segnalazioni su operazioni sospette di riciclo" che arrivano da tutte le nostre province. Segnalazioni che, grazie ad una buona legge, devono partire da ogni sede di banche, poste, assicurazioni, consulenti, avvocati, commercialisti,... a fronte di proposte di operazioni considerate sospette di irregolarità / illegalità.
L'Emilia-Romagna, nell'anno che abbiamo alle spalle, è "rossa" insieme a Lombardia e Veneto, con ben 6.887 segnalazioni sospette arrivate alla B.d'I. con un incremento dell'8,7% - circa il doppio del 4,5 nazionale- sull'anno precedente (v. allegato 1).
Vuol dire che ogni giorno che passa, domenica compresa, dai nostri comuni e dalle nostre province emiliane, partono circa 19 allarmi per sospette operazioni di riciclaggio effettuate con bonifici, assegni, contante, emissioni per l'estero, ecc.
Esagerazione o eccesso di zelo per chi invia a Roma il sospetto? No, la UIF certifica che ben il 79,5% delle segnalazioni ricevute ed analizzate, sono da considerare a "rischio medio, alto ed elevato".
Circa il 20%, cioè una su cinque, sono riconducibili a violazioni della regolarità fiscale e contributiva, cioè lavoro nero ed irregolare. 
Per la prima volta il Report contiene un titolo che dice, appunto, "Truffe allo Stato in materia di contributi previdenziali" a danno di lavoratori!
Ancor peggio, si registra un'enorme crescita - del 21% e del 30% - dei flussi di bonifici da/verso i "paradisi fiscali": Parma è la più rossa per il "verso", Modena e Reggio per i bonifici "da" (v.allegato 2).
I settori economici ed imprenditoriali più coinvolti nelle segnalazioni di riciclaggio? Il Report elenca i principali: commercio, costruzioni, ristorazione, attività professionali,… sanità ed assistenza sociale privata (!?!). 
Cioè, i settori che quotidianamente anche il sindacato vive e segnala per il lavoro irregolare e supersfruttato e che, a giorni alterni, leggiamo sui nostri quotidiani per le scandalose truffe ed evasioni.
Allarmante, infine, la mappatura che riassume il capitolo del sospetto finanziamento del terrorismo internazionale, con le province del centro-Emilia troppo rosse (v.allegato 3).

- Della relazione annuale DIA, colpisce la lettura del capitoletto dedicato all'Emilia Romagna ed alle caratteristiche delle nostre mafiosità "...realizzate attraverso partecipazioni a società frammentate, ovvero fittizie… subappalti e cessioni di forza lavoro".
I nostri maxi processi confermano ed insegnano!
Sconvolgente - e non dovrebbe esserlo solo per il sindacato - la novità del capitolo "accessi ai cantieri", cioè le ispezioni improvvise per scoprire la presenza "della criminalità organizzata nelle fasi di esecuzioni lavori...". 
Accessi ispettivi che vedono i nostri cantieri regionali al 1° posto sul podio nazionale (v. allegato 4) col 28,3% delle imprese ed il 36% dei mezzi ispezionati!
Un quadro imprenditoriale regionale preoccupante e confermato dall'immediato capitolo successivo sulle "interdittive antimafia" e che vede le imprese emiliano-romagnole al 6° posto nazionale, ma 2° dopo Lombardia nella mezza Italia a nord della capitale.

Le citazioni preoccupanti da questi ultimi due autorevoli Report potrebbero proseguire, ma il nostro quadro è già abbastanza scuro e stimolante per spingere tutti i soggetti della nostra economia, imprese, istituzioni e professioni, ad azioni concrete e quotidiane sulla prevenzione reale e non solo ai convegni. Contrasto quotidiano alla economia illegale.
Intanto, sollecitiamo l'analisi di questi ultimi dati in ogni nostro territorio, a partire dai tavoli provinciali sulla legalità e sicurezza: ce n'è abbastanza per riflessioni ed ipotesi di lavoro che coinvolgano l'intera rete delle rappresentanze territoriali.

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