Casse di espansione del Panaro, parla il comitato “Alluvionati non per caso”

"La scorsa settimana, abbiamo rischiato di festeggiare il nono anniversario della costituzione del nostro Comitato con mezzo metro di acqua e fango all’interno delle abitazioni e delle attività commerciali della zona Fossalta-Ponte di Sant’Ambrogio - dice, a nome del Comitato Alluvionati non per caso, il Presidente Francesco Cameroni - perché, come ormai è consuetudine, anche a seguito di quest’ultimo evento meteorologico ce la siamo giocata al centimetro ed è andata bene (nella maggior parte dei casi) per un soffio".

Ma si dice che siano eventi eccezionali… "Eccezionali un corno! E non è una affermazione per partito preso per il semplice motivo che, consultando i dati idrologici regionali di Arpae Simc, si può constatare come il fiume Panaro abbia raggiunto e superato, al ponte di Sant’Ambrogio, il livello problematico di 8 metri 15 volte negli ultimi 7 anni e il livello critico di 9 metri 5 volte negli ultimi 6 anni. È, poi, passato ad una quota superiore ai 10 metri, sulla testa degli abitanti di Bomporto, 9 volte negli ultimi 11 anni; per questo, ho parlato di consuetudine. In compenso, la cassa di espansione principale di San Cesario ha invasato l’acqua del Panaro per oltre 9 metri di altezza 1 sola volta (proprio lo scorso 2 febbraio) negli ultimi 9 anni (ma, quasi certamente, è stata la prima volta da quando è in opera), mentre la cassa secondaria di Sant’Anna mai una volta è stata utilizzata da quando è stata costruitii".

Sui giornali locali, però, è stato riportato che “le autorità erano in procinto di evacuare l’abitato di Sant’Anna, che sarebbe stato inondato” perché il meccanismo per il movimento delle paratoie non funzionava correttamente e il livello dentro alla cassa sarebbe cresciuto troppo rapidamente. Cameroni prosegue: "Comprendiamo la preoccupazione dei responsabili del territorio e delle comunità che vivono a ridosso di questa grande opera idraulica, ma la cassa del Panaro è costruita in modo tale che l’acqua, quando raggiunge un livello di poco più di un metro dalla tracimazione, supera un lungo muro sfioratore in sponda destra e si sfoga nella cassa secondaria che può contenere alcuni altri milioni di metri cubi. Solo dopo, se continuasse l’apporto da monte, potrebbe arrivare al colmo della briglia principale e tracimare nel letto del fiume verso valle senza più alcuna regimazione e ampliare le aree alluvionate di tutta la zona Sant’Ambrogio-Fossalta: per noi, sarebbe un disastro. Di questa eventualità, non ci ha avvertito nessuno e, senza volerci mettere in concorrenza con l’abitato di Sant’Anna (che, comunque, ha meno probabilità di essere inondato), ci sembra una grave mancanza da parte di chi gestisce il rischio idraulico modenese".

"Non basta il vedere il lavoro encomiabile dei volontari e dei tecnici della Protezione civile e di chi li dirige, dei Vigili del fuoco SAF e di tutte le persone che si sono prodigate nelle ore dell’emergenza a far dimenticare la delusione che serpeggia nell’animo dei residenti lungo il Panaro e il Tiepido per le promesse non mantenute da parte di amministratori locali e responsabili di Enti e Agenzie. Speriamo, almeno, che la competizione elettorale dei prossimi mesi riporti al centro dell’attenzione il primo motivo di pericolosità ambientale del nostro territorio", chiosa il prof. Francesco Cameroni.

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