Fratelli di Italia e Lega ricordano le Foibe e l’esodo degli italiani di Istria e Dalmazia

“Come ogni anno abbiamo celebrato il ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo istriano Giuliano dalmata con la deposizione di un mazzo di fiori davanti al cippo commemorativo in piazza Natale Bruni, alla presenza dei nostri militanti e dell’on. Lucaselli che ha voluto essere presente”, afferma il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanó. “Le foibe e l’esodo istriano Giuliano dalmata sono una fetta della storia d’Italia che è stata dimenticata per tanti anni”. “Sono le vittime di un Dio minore, grazie al silenzio e all’indifferenza che la sinistra che ha governato nei nostri territori sin dal dopoguerra. Finalmente, dopo un lungo cammino, siamo riusciti a ricordare queste persone che sono state martirizzate in maniera atroce nonché i 350mila esuli che fuggirono dalla loro terra natia per poter avere salva la vita”.

“Dal 1997 abbiamo cercato di parlare di questo angolo di storia con i primi volantinaggi davanti alle scuole nell’indifferenza generale, passando per il 2000 con la presentazione della prima mozione in circoscrizione per la richiesta di realizzare un monumento alle vittime delle foibe e agli esuli istriano-giuliano - dalmati, e dal 2002 con intitolazione quasi clandestina a Modena di Via Martiri delle foibe", aggiunge Michele Barcaiuolo segretario regionale di Fdi. "Ricordando il 2005 e 2006 quando protestammo contro una mostra del comune vergognosa giustificazionista e il sindaco si rifiutò di deporre una corona di fiori in via martiri delle foibe. Adesso anche le istituzioni modenesi hanno iniziato a dare a questa pagina di storia l’importanza che merita”.

Quest'anno anche una delegazione della Lega modenese ha commemorato la tragedia deponendo una corona di fiori ai piedi del Monumento carsico. “Una pagina di storia terribile – sottolineano Luca Rossi ed Andrea Molinari, rispettivamente responsabili dei settori Trasporti e Ambiente del Carroccio – come solo una sanguinaria pulizia etnica può essere. Un pagina di storia che, alla fine della guerra, portò alla cacciata di 250 mila persone, costrette a lasciare la loro terra, spogliate di tutto”.

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