Cispadana, l'Unione Europea frena il progetto. La Regione prepara le contromisure

Gli assessori Donini e Gazzolo preparano una replica alle osservazioni della Commissione del parlamento europeo per le petizioni. Accogliendo la petizione di alcuni cittadini, l'UE si è infatti detta preoccupata per l'impatto economico e ambientale dell'opera

Nelle scorse settimane l'infinita vicenda dell'autostrada Cispadana si è arricchita di un ulteriore tassello, che ha alimentato il dibattito pubblico sulla grande opera. La presidente della Commissione del parlamento europeo per le petizioni, Cecilia Wikstrom, ha infatti inviato una lettera alla Regione Emilia-Romagna, accogliendo le osservazioni presentate da alcuni cittadini. L'organismo dell'Unione Europea è infatti deputato a discutere le petizioni che arrivano dagli stati membri sulle questioni più disparate, ma tra queste sono certamente i temi ambientali a farla da padrone.

Benvenuto Razzaboni, Cinzia Vaccari e Luca Ferioli, residenti nella bassa modenese, avevano infatti sollevato diverse questioni, correlate in modo particolare al danno arrecato dalla nuova autstrada alle Valli Mirandolesi, tutelate come habitat Natura 2000. Lo scorso ottobre si è svolta un'audizione a Bruxelles e la Commissione ha deciso di inoltrare le proprie osservazioni alle autorità italiane.

Si legge nella lettera inviata alla Regione: “Gli eurodeputati condividono le preoccupazioni dei cittadini sulla mancanza di una valutazione complessiva degli effetti dell’opera, nonchè le perplessità emerse sulla complessità della procedura di Via, recentemente conclusa con un decreto del Ministero dell’Ambiente che pur dichiarando la compatibilità ambientale del progetto l’avrebbe assortito con oltre duecento prescrizioni fra cui il monitoraggio costante dell’aria, demandato ai Comuni. Per quanto concerne gli allarmi sulla qualità dell’aria sollevati dai firmatari, essi non sembrano ingiustificati, se è vero che l’Italia è già al centro di due procedure di infrazione”.

la posizione della Commissione petizioni non ha ovviamente un valore giuridico tale da bloccare l'opera, ma rappresenta certamente un ulteriore ostacolo politico alla realizzazione di un'infrastruttura criticata da più fronti. Così la Regione Emilia-Romagna - primo sponsor della Cispadana, sta predisponendo una lettera di risposta all?Unione Europea per certificare la bontà del proprio operato e di quello della società, per altro presieduta dall'ex sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi. 

"La Cispadana è una delle priorità tra le infrastrutture strategiche - affermano gli assessori regionali, Raffaele Donini (Infrastrutture e trasporti), e Paola Gazzolo (Ambiente) -, tanto che la Regione l'ha finanziata con oltre 179 milioni di euro. Questo intervento risulta di fondamentale importanza per rendere più fluido il traffico sulla rete viaria regionale e per realizzare un collegamento diretto della nostra regione con l'autostrada del Brennero, aumentando la competitività delle imprese e dei territori duramente colpiti dal sisma del 2012. Il progetto è stato al centro di una procedura di Via nazionale (Valutazione di impatto ambientale), in capo al ministero dell'Ambiente: una procedura trasparente, rigorosa ed estremamente puntuale che si è conclusa lo scorso luglio dopo 6 anni di lavoro attestando la sostenibilità dell'intervento". 

"Anche il Piano aria integrato regionale, approvato nell'aprile 2017, ha tenuto già conto della futura realizzazione della Cispadana nei propri scenari confermando l'obiettivo di ridurre la popolazione esposta a concentrazioni di polveri superiori al valore limite giornaliero dal 64% all'1% entro il 2020 - concludono gli assessori -. Ora attendiamo l'adeguamento del progetto definitivo sulla base delle prescrizioni Via e la proposta di Piano economico finanziario dell'opera. Il nostro impegno per realizzare questa infrastruttura proseguirà con determinazione per tutto il mandato".

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