Violazione della par condicio per la cittadinanza a Vasco, il Comune minimizza: "Sbavature"

Ferrari risponde all’interrogazione di Galli (FI) sulla par condicio con Vasco Rossi. “Sanzionate due notizie sul web, non l’evento all’Aem”

Il tema spinoso della violazione della par condicio in occasione della concessione della citttadinanza onoraria a Vasco Rossi è tornato al centro del dibattito cittadino ieri pomeriggio, quando in consiglio Comunale si è discussa l’interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia Andrea Galli che chiedeva di “conoscere i motivi che hanno portato l’Amministrazione platealmente a violare la Legge sulla par condicio; chi ne sia il responsabile e se è stato avvertito il Corecom di questa programmazione effettuata senza urgenza e in piena violazione di legge”.

L'assessore Ludovica Carla Ferrari ha ricordato che la sanzione è stata comminata dall’Autorità per le garanzie delle comunicazioni per la pubblicazione sul sito internet istituzionale di due notizie, il 16 e il 17 gennaio, nel secondo caso con alcune foto che, oltre all’artista, ritraevano anche il sindaco. Dal 5 febbraio, non appena ricevuta la notifica, fino al 21 febbraio il Comune ha pubblicato sull’home page del sito il messaggio che indica la violazione commessa, e lo stesso Comune ne ha dato notizia agli organi di informazione con un comunicato stampa. Dell’adempimento è stata data notizia alla stessa Autorità con comunicazione dell'Avvocatura Civica del 8 febbraio.

“Non sono stati sanzionati lo svolgimento del Consiglio, né l’inaugurazione – ha precisato l’assessora - Il conferimento della cittadinanza onoraria a Vasco Rossi e la contestuale inaugurazione dell’ex Aem, che diventerà sede del Laboratorio aperto, non sono stati giudicati dal Garante violazioni della norma sulla par condicio. L’articolo 9 della normativa, infatti, non riguarda questo tipo di attività istituzionale e nella delibera con la quale il Garante sanziona il Comune viene precisato esplicitamente che, comunque, le riunioni degli organi consiliari degli enti esulano dall’ambito di applicazione del divieto di comunicazione, così come non rientra nella fattispecie della comunicazione istituzionale la trasmissione integrale delle sedute degli organi consiliari delle amministrazioni locali. Che quindi è stata svolta in maniera corretta. Oltretutto – ha ricordato Ferrari - nell’ambito della diretta della seduta del Consiglio, è stato possibile organizzare le interviste con i rappresentanti di tutti i gruppi consiliari”.

L’assessora ha poi dato al Consiglio una ulteriore precisazione: “L’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, afferma che dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale e indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni e che tale divieto trova applicazione per ciascuna consultazione elettorale. L’annuncio dell’iniziativa è stato fatto dal sindaco e dalla presidente del Consiglio comunale prima che iniziasse il periodo di par condicio: è successo il 22 dicembre, mentre il decreto del presidente della Repubblica è del 28 dicembre. Dopo quella data, ovviamente, sono uscite altre comunicazioni sull’iniziativa, con informazioni di servizio e dettagli organizzativi, ma sempre in forma impersonale, senza dichiarazioni e virgolettati. Non si è trattato quindi di uno spot elettorale – ha concluso l’assessora - e nemmeno di una violazione plateale della norma. La presidente del Corecom Giovanna Cosenza, che pure aveva fatto la segnalazione al Garante, ha parlato di ‘sbavature’ sul sito internet, subito sistemate, come lei stessa ha precisato in un’intervista. E alla domanda se il Corecom era stato avvisato dell’iniziativa programmata, la risposta è ovviamente no, per i motivi già spiegati, visto che l’evento in quanto tale non configurava una violazione della legge sulla par condicio, come ha confermato la stessa Autorità garante”.

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Nella replica, il consigliere Galli ha parlato di “pochezza della risposta”. Per il capogruppo di FI, “la violazione della par condicio è evidente a chiunque e non si parla di una semplice sbavatura. Che necessità e urgenza c'era – ha domandato infine – di far inaugurare a Vasco Rossi l'ex Aem all'ex Amcm e di farlo in quella situazione, durante la par condicio?” Galli ha poi concluso dicendo: “è stato uno spot elettorale e un secondo spot lo avete fatto poco dopo con la visita di Gentiloni e una falsa inaugurazione... ma visto il risultato elettorale del 4 marzo... mi aspetto che lo facciate anche prima delle prossime elezioni”.

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