Pdl, dopo il congresso molti dubbi rimangono sul tavolo

L'affluenza al 34% genera dubbi sulla "sincerità" di molti tesseramenti, interrogativi sui programmi e sul rinnovamento condotto da veterani della politica come Aimi e di over 60 come Giovanardi e Lenzini

I toni trionfalistici e speranzosi utilizzati ieri, domenica 15 aprile, nel quotidiano di proprietà di Gianpiero Samorì per descrivere la vittoria congressuale ottenuta dall'editore in cordata con Enrico Aimi e Carlo Giovanardi hanno fatto quasi pensare al "Bollettino della Vittoria" di Armando Diaz del 1918. Una volta finito lo champagne, pardon, lo spumante per i festeggiamenti del caso, è ora di pensare a mente fredda a cosa sarà di questo nuovo Pdl modenese dopo la consultazione degli iscritti a ModenaFiere. Solo poco più di 1900 persone su 5500 aventi diritto si sono presentati ai seggi (34% di affluenza), un dato che la dice lunga sulla "sincerità" di molti tesseramenti e il fatto che questo numero sia migliore di Reggio Emilia e in linea con Bologna non costituisce certo una scusante.

RINNOVAMENTO? - L'organizzazione germanica delle "truppe cammellate" di Samorì costituita da un'ammaliante ragazza immagine di un metro e ottantacinque di altezza incaricata di consegnare santini elettorali con precise indicazioni di voto (Coordinatore Aimi, preferenza Samorì) e, soprattutto, i giri di macchina di suoi sostenitori in tutta la provincia a raccogliere famiglie da condurre ai seggi hanno portato acqua al magnate di San Cesario premiandolo a suon di preferenze e, soprattutto, consolidando il suo ruolo di "kingmaker" (soggetto capace di esercitare una forte influenza) di quello che, stando a quanto visto al congresso, è stato un appannato Enrico Aimi investito del difficile incarico di portare rinnovamento all'interno del maggiore partito di centrodestra nella provincia di Modena. Difficile perché certo il vicepresidente del consiglio regionale tutto è fuorché un "homo novus" della politica locale (è al terzo mandato in consiglio regionale), fino al commissariamento di Verdini è stato vicecoordinatore Pdl, per non ricordare poi il suo passato da simbolo di Alleanza Nazionale. Fra i "rinnovatori" ci sono anche "ragazzi" come il 62enne Carlo Giovanardi (quattro legislature a Roma) e il suo tramite con Samorì, l'avvocato Gian Paolo Lenzini, 67 anni, prima Sindaco di Pavullo dal 1975 al 1988, poi nel gennaio 2008 paracadutato come commissario provinciale Forza Italia da Sandro Bondi e, infine, candidato al consiglio regionale nel 2010 come "alfiere" sempre dell'avvocato di Bper Futura che ora potrà smettere di agire per interposta persona.

PROGRAMMI? - Se questo Pdl vuole veramente combinare qualcosa, dovrà cessare di essere una federazione di correnti per diventare un partito a tutti gli effetti con programmi concreti e non con slogan o generiche linee di indirizzo ("Primo interesse gli italiani", "No clandestini", "Prendiamo in mano i temi del lavoro e dei giovani"). Il cartello Aimi-Giovanardi-Samorì è tutt'altro che unanime su diversi argomenti chiave: Aimi sono 17 anni che porta avanti le stesse tematiche anti-immigrazione, Samorì al congresso si è spinto a dire che "se se ne vanno tutti gli extracomunitari, qui non lavora più nessuno". Gas Rivara: i sostenitori di Aimi sono tendenzialmente contrari, Giovanardi favorevole, così come è favorevole la narrazione portata avanti dal gruppo editoriale di proprietà di Samorì, solito a concedere spazio a Maurizio Poletti, consigliere comunale Pdl a Finale Emilia, che sabato a ModenaFiere si è intrattenuto in una discussione molto accesa con lo stesso Giovanardi proprio sul deposito gas.

UFFICIO STAMPA? - Ultimo, ma non ultimo per importanza è la questione comunicativa che, chissà come mai, è stata tralasciata in tutto il dibattito congressuale: un partito con pretesa di serietà  dovrebbe avere un unico ufficio stampa professionale incaricato di curare le relazioni con i mezzi di comunicazione. Oggi, ogni corrente del Pdl è munito di un suo addetto stampa di riferimento (o di un "uomo di fiducia" privo di competenze giornalistiche insignito della carica di "responsabile comunicazione politica"). Allo stato attuale, quindi, risulta poco credibile un soggetto politico che si propone di "unire e aggregare" le forze di opposizione al centrosinistra quando, di partenza, non riesce neanche a uniformare le comunicazioni esterne.

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