Micromobilità elettrica. Consiglio Comunale Modena chiede al Governo: "Avviare il prima possibile"

Ok del Consiglio comunale all’ordine del giorno che chiede anche al governo di “sostenere economicamente gli enti locali nelle spese che dovranno affrontare”

Avviare il prima possibile, anche a Modena, la sperimentazione della circolazione su strada dei veicoli per la micromobilità elettrica, come monopattini, segway e hoverboard. Lo chiede l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 stelle e approvato dal Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 25 luglio, con il voto a favore di M5s, Pd, Sinistra per Modena, Verdi, Modena solidale e Lega (astensione per Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia). Il documento è stato approvato dopo essere stato emendato, su proposta dei gruppi di maggioranza, aggiungendo la richiesta al governo, e in particolare al ministero dei Trasporti, di sostenere economicamente i Comuni che aderiscono alla sperimentazione, tenuto conto delle spese che gli enti locali dovranno affrontare.

Presentato in assemblea da Andrea Giordani, M5s, che ha sottolineato come la sperimentazione “darebbe alla città un segnale di cambiamento effettivo per migliorare lo stile di vita di tutti”, l’ordine del giorno fa riferimento al decreto del ministero dei Trasporti emanato lo scorso 4 giugno che introduce la possibilità di sperimentare la circolazione su strada dei veicoli per la micromobilità elettrica e prevede che la sperimentazione debba essere autorizzata dai Comuni con un’ordinanza entro un anno dall’entrata in vigore del decreto stesso. Il documento chiede, quindi, che la Giunta adotti la delibera che autorizza la sperimentazione, regolamentando la sosta e informi in modo adeguato la popolazione, con specifica attenzione alla presenza di un servizio di noleggio, nel caso venga attivato. Chiede, infine, di fornire al governo i dati sui risultati della sperimentazione.

L’ordine del giorno, richiamandosi anche ai contenuti dei Pair 2020 della Regione Emilia Romagna e agli obiettivi del Pums del Comune di Modena, sottolinea che “lo sviluppo della micromobilità è una misura utile per contrastare l’inquinamento atmosferico in virtù dei benefici derivanti dalla quota modale degli spostamenti per la mobilità personale con dispositivi a propulsione elettrica”. Presentando l’emendamento dei gruppi di maggioranza, Antonio Carpentieri, Pd, ha sottolineato la necessità che il governo sostenga gli enti locali tenendo conto dei costi che dovranno affrontare.

Paola Aime, Verdi, pur annunciando il voto a favore, ha espresso qualche perplessità sotto il profilo della sicurezza nell’utilizzo di questi mezzi, come ha fatto anche Elisa Rossini, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia, che ha chiesto di aspettare “per valutare meglio l’aspetto della sicurezza”. Giovanni Silingardi, M5s, ha replicato che la sperimentazione è prevista da un decreto ministeriale che prevede una serie di regole per la circolazione di questi mezzi, “la sicurezza dipende dal rispetto delle regole e la sperimentazione serve anche per valutare come funzionerà il sistema”.
 

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