Vertenza Castelfrigo, convocate in Regione le due cooperative

Giovedì 9 novembre a Bologna incontro per la salvaguardia occupazionale dei 127 lavoratori dell'impresa di Castelnuovo Rangone (Mo). L'assessore regionale Palma Costi convoca le aziende, istituzioni locali, sindacati

Si inasprisce con proteste dei lavoratori a Bologna e arriva sui tavoli della Regione la vicenda delle 127 persone a rischio licenziamento delle due coop che operano in appalto per la Castelfrigo di Castelnuovo Rangone (Mo), impresa di lavorazione carni. L’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, ha convocato per giovedì 9 novembre, il tavolo per la salvaguardia occupazionale in viale Aldo Moro,  al quale sono stati chiamati i rappresentanti delle cooperative Work Service e Ilia D.A. insieme ai sindacati Flai-Cgil e Fai-Cisl di Modena, al sindaco di Castelnuovo Rangone Massimo Paradisi e al presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli.

“Quanto sta succedendo nel comparto delle carni non può assolutamente essere accettato. Come Regione, Comune e Provincia non lasceremo nulla di intentato- ha dichiarato l’assessore Costi-.  Si tratta di una vicenda intollerabile per i gravissimi riflessi sui diritti dei lavoratori e per l’economia di questa area. E’ assolutamente necessario riportare la situazione su un piano di rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori, cui vanno associate misure per la competitività del settore”.

“Bene la convocazione in Regione del tavolo di salvaguardia occupazionale - ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini - Voglio poi sia chiaro il fatto che per una realtà come l’Emilia-Romagna, nella quale come Regione abbiamo voluto firmare il Patto per il Lavoro con le parti sociali, è inaccettabile la presenza di situazioni ai limiti della legalità e di sfruttamento dei lavoratori, situazioni che vanno perseguite secondo i termini di legge ma che, soprattutto, vanno prevenute. Basta, infatti, con false cooperative che minano il lavoro stesso, i diritti dei lavoratori e il tessuto sociale”.

"Insieme al presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli, e al sindaco di Castelnuovo Rangone, Massimo Paradisi, ho scritto oggi ai ministri Poletti e Calenda per chiedere ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico di farsi parte attiva nella vicenda relativa alle due cooperative”, affinché dagli uffici e dalle strutture dell’Ispettorato nazionale del lavoro “vengano svolti al più presto tutti i controlli necessari per verificare la fondatezza delle denunce inerenti l’esistenza di gravi azioni illecite e illegali” e “si proceda con sollecitudine nel fare applicare le leggi in vigore”. Quanto sta emergendo dai racconti e dalle testimonianze dei lavoratori impiegati nelle cooperative e che ora rischiano il licenziamento, si sottolinea nella lettera, “deve essere considerato una priorità a livello politico”, essendo in netto contrasto “con i principi stessi che la cooperazione rappresenta”. 

Resta però fondamentale la prevenzione. Per questo, prosegue il presidente della Regione, “oltre all’attivazione di tutti gli strumenti di controllo e verifica sul territorio, ritengo sia necessario approvare la legge di iniziativa popolare promossa dalle centrali cooperative, che io stesso firmai insieme a decine di migliaia di cittadini, le cui proposte- chiude Bonaccini- contengono gli anticorpi per evitare sia la nascita di false cooperative sia la possibilità di operare sfruttando il lavoro”.

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