Crisi Mef, Lega Nord: "Nessuna sorpresa, scelte errate fin dall'inizio"

Stefano Bellei, segretario cittadino del Carroccio: "Il flop del Mef era tutt’altro che inaspettato, perché frutto di scelte iniziali sbagliate e un pochino arroganti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

La società Grid che gestisce il Mef intende svincolarsi dall’impegno preso perché non soddisfatto dei risultati del primo anno. Questa notizia può sorprendere gli sprovveduti o le persone in malafede che per opportunità o convenienza fanno finta di non vedere. Noi invece non ci sorprendiamo per niente. Il flop del Mef era tutt’altro che inaspettato, perché frutto di scelte iniziali sbagliate e un pochino arroganti.

Comune, Provincia e Camera di Commercio continuano a ritenere cultura e turismo ambiti riservati ad associazioni collaterali al partito o utili per sistemare qualche amico in cerca di uno stipendio per campare. E infatti la Grid era formata in massima parte dalle onnipresenti cooperative. Insomma, quando hanno fatto partire questo progetto hanno pensato più all’utilità che ne poteva derivare al partito, e più in generale alla sinistra, che non ad identificare chiaramente un obiettivo e a studiare i mezzi idonei per raggiungerlo.

Ma come insegnano le esperienze delle grandi città d’arte oppure anche il caso del Museo della Ferrari di Maranello, queste realtà funzionano bene se alla base hanno una gestione imprenditoriale svincolata da logiche di partito o appartenenze politiche. La cultura e il turismo non possono essere considerati solo strumenti di consenso, e in quanto tali gestiti con una mentalità ristretta e parziale. Cultura e turismo devono essere considerati fonti di ricchezza per il territorio e per la cittadinanza.

Comune, Provincia e Camera di Commercio devono prendere atto di questa verità basilare, anche se probabilmente non risulta di loro gradimento, e cominciare ad aprirsi alla società civile senza creare steccati e divisioni anacronistiche e dannose. Se vogliono che il Mef e i tanti altri progetti legati alla cultura decollino veramente devono fare una sola cosa: coinvolgere, coinvolgere e ancora coinvolgere. In attesa che questo accada, anche se nutriamo forti dubbi, ci toccherà forse vedere il Comune che, tra un lamento e un pianto per i pochi soldi a disposizione, correrà a ripianare l’ennesima perdita?

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