Caos in Comune, Daniele Sitta si dimette dal Pd (ma anche no)

Travolto dalle critiche per l'autodromo di Marzaglia e attaccato dal suo stesso partito, l'assessore all'urbanistica medita di strappare la tessera: in gioco le future alleanze con i partiti di sinistra

Daniele Sitta, assessore all'urbanistica

C'è poco da discutere, lui è il "Silvio Berlusconi" della politica modenese: per un motivo o per l'altro, sotto la Ghirlandina si finisce sempre a parlare di lui, Daniele Sitta, assessore all'urbanistica. E nelle ultime ore si è profilato il rischio di un passaggio cruciale per la sua carriera politica: le dimissioni dal Pd. A sparare il titolo a caratteri cubitali stamattina è stata la Gazzetta di Modena che si è spinta a parlare addirittura di lettera di dimissioni dal partito inoltrata al Sindaco e ai vertici di via Scaglia. Questa scelta è stata presa in seguito alle bordate ricevute negli ultimi giorni da diversi esponenti democratici di primo piano come il capogruppo Paolo Trande e la coppia di segretari Baruffi e Boschini in merito alla necessità di chiarezza sul caso dell'autodromo di Marzaglia (non più area per corsi di guida sicura, ma autodromo per competizioni più lungo, tra l'altro, di 400 metri rispetto al progetto originale). In ogni caso, è stato lo stesso Sitta, interpellato dall'Agenzia Giornalistica Dire, a frenare quelli che sarebbero stati gli entusiasmi dei suoi avversari politici per eccellenza, gli ambientalisti di Modena Attiva: "Non ho ufficializzato niente - ha chiarito - Ci sono degli incontri per risolvere questo problema, e io spero si possa trovare una soluzione. Sono ottimista di natura". Secondo i ben informati, nella data odierna, giovedì 12 aprile, non solo si dovrebbe decidere o meno della permanenza di Sitta nel partito, partito che in caso di dimissioni farebbe pressioni sul Sindaco Pighi per defenestrare l'ex sindaco di Campogalliano dalla giunta comunale. La decisione sul futuro di Sitta non dovrà essere presa alla leggera: da ciò dipenderà l'assetto di alleanze in vista delle prossime amministrative fra il Pd e compagini come Sel, Pdci e Verdi, formazioni che hanno imposto l'aut-aut "O noi o Sitta". Chiaramente, per il Pd, rinunciare ai voti di un partito in costante crescita come quello di Vendola, sarebbe un'opera di autoflagellazione non da poco.

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