Sisma, accordo tra Regione e Governo: stato di emergenza prorogato a fine 2014

Impegno politico da parte del Governo per un decreto legge urgente. Prorogati anche i prestiti senza interessi alle imprese per tutto il 2013 e sbloccati i finanziamenti alla ricerca. Tante misure in discussione, ma si dovrà attendere il lavoro del Parlamento

Martedi scorso a Roma si è svolto un importante tavolo di confronto tra la Regione Emilia-Romagna e il Governo, occasione in cui quest'ultimo ha assunto l'impegno politico di emanare un decreto legge con misure urgenti a favore dell'area terremotata. Il Presidente Vasco Errani e l'Assessore Muzzarelli hanno incontrato il Presidente del Consiglio Mario Monti, i ministri Grilli e Fornero ed il sottosegretario Catricalà, ottenendo garanzie su due provvedimenti: proroga al 31 dicembre 2014 dello stato di emergenza ed estensione a tutto il 2013 del prestito senza interessi alle imprese per il pagamento di tributi, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria.

“É un risultato molto importante e non scontato – ha dichiarato Errani – tanto più se consideriamo l’eccezionalità, da un punto di vista istituzionale, del momento che stiamo attraversando, con un Governo in ordinaria amministrazione e un Presidente della Repubblica a fine mandato. Il decreto contiene solo alcuni dei punti che abbiamo chiesto, ma è il veicolo per consentire al Parlamento di approvare ulteriori misure.”

Tra i risultati dell’incontro è da segnalare lo sblocco dei finanziamenti al bando per la ricerca espressamente rivolto alle imprese dell’area colpita dal sisma per il rilancio della competitività dei settori più colpiti, a partire da quella del biomedicale. Il bando potrà contare su risorse pari a 42 milioni di euro. Una prima tranche di finanziamenti pari a 8 milioni di euro è già stata assegnata a 12 imprese alla fine dello scorso anno.

Toccherà poi al Parlamento approfondire e deliberare ulteriori punti, già dibattuti ma di non facile attuazione. Sul piatto vi sono infatti la deroga al patto di stabilità interno dei Comuni anche per tutto il 2014; la deroga alle assunzioni da parte di Enti pubblici per  far fronte all’ingente mole di lavoro legata alla ricostruzione; l’autorizzazione al pagamento degli straordinari per il personale; il rimborso al 100% anche per le abitazioni date in affitto a lavoratori senza residenza anagrafica; la sospensione e l’adeguamento degli studi di settore; la spalmatura in cinque anni delle perdite di esercizio 2012 delle società di capitali; la prosecuzione del credito di imposta per le ristrutturazioni al 50%; la garanzia di esclusione dalle imposte dei rimborsi assicurativi e dei contributi per la ricostruzione; la copertura delle mancate entrate delle imprese dei servizi pubblici; un fondo per il pagamento del differenziale degli interessi a carico delle famiglie a seguito della sospensione e dello slittamento delle rate dei mutui. Ma il percorso per l'approvazione di queste proposte appare ancora irto di ostacoli istituzionali, primo fra tutti l'immobilismo.

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