Oneri di urbanizzazione, il Comune approva la nuove tariffe. Sconti per la rigenerazione

Ok del Consiglio alla delibera che recepisce ed amplia le riduzioni regionali su contributi di costruzione e oneri di urbanizzazione. Approvato anche odg della maggioranza

Chi effettuerà interventi di rigenerazione a Modena potrà ora contare su contributi di costruzione e oneri di urbanizzazione scontati anche fino a oltre il 60 per cento a seconda della tipologia di intervento e della zona del comune in cui viene realizzato.

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 26 settembre ha infatti approvato con il voto a favore della maggioranza (Partito democratico, Modena solidale, Sinistra per Modena, Verdi) e l’astensione dell’opposizione (Lega nord Modena, Forza Italia, Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia), l’atto che recepisce la deliberazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna in materia di disciplina del contributo di costruzione per favorire la riqualificazione e la rigenerazione urbana e che la applica con ulteriori agevolazioni stabilite dall’Amministrazione comunale. Approvato anche un ordine del giorno della maggioranza presentato da Diego Lenzini del Pd che chiede, tra l’altro, di portare in Consiglio, prima della presentazione del Bilancio previsionale 2021, i dati relativi agli effetti sulle entrate e sulla propensione alla rigenerazione di tale rimodulazione degli oneri (a favore maggioranza e M5s, astenuti Lega Nord, FI e Fratelli d’Italia – Popolo della Famiglia).

“Quello della rigenerazione urbana non deve rimanere solo uno slogan – ha affermato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli – ed è necessario costruire le condizioni per rendere più conveniente l’intervento anche da parte dei privati. L’amministrazione va avanti con fatti concreti rispondendo alle persone che chiedono concretezza oltre alle idee e, in attesa dell’approvazione definitiva del nuovo Regolamento urbanistico edilizio (Rue) e del nuovo Piano urbanistico generale (Pug), comincia dimezzando gli oneri di urbanizzazione. Questa delibera – ha proseguito l’assessora – è un multivitaminico. La prima vitamina è la ridefinizione del concetto di rigenerazione con l’inclusione in questo concetto anche della sostituzione e dell’addensamento nel costruito. È infatti giusto distinguere tra chi costruisce il nuovo nello spazio già urbanizzato e chi lo fa su terreno vergine. La seconda vitamina – ha aggiunto – consiste in una riduzione degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria legati agli interventi. Il Comune di Modena ha voluto garantire uno sconto del 15 per cento rispetto al valore assoluto definito dalla Regione, in forte aumento in quanto sono stati recuperati anni di mancato adeguamento. L’Amministrazione applicherà questa riduzione in modo orizzontale, per tutte le tipologie, dalla residenza al produttivo, e in tutto il territorio comunale, anche al di fuori del territorio urbanizzato”.

Per interventi di rigenerazione nell’ambito del territorio urbanizzato, ha spiegato, la Regione ha previsto uno sconto base del 35 per cento (in aggiunta al 15 per cento), cui il Comune di Modena ha deciso di aggiungere ulteriori riduzioni verticali, cioè che cadono in alcune zone della città più bisognose di recupero. È il caso delle aree ricomprese nel Poc Mov (ex Villaggio Giardino) e nella fascia a nord della ferrovia (rioni S.Anna, Sacca e Crocetta) in cui gli interventi potranno godere di una riduzione ulteriore degli oneri di urbanizzazione del 10 per cento, o delle frazioni a nord della città (Marzaglia, Tre Olmi, Lesignana, Ganaceto, Villanova e Albareto) in cui sarà applicato uno sconto aggiuntivo del 5 per cento.

“La terza vitamina – ha continuato Vandelli – è la riduzione del costo di costruzione. Il punto di riferimento diventano i valori Omi, che in contesti depressi saranno più bassi, rendendo conveniente intervenire. E anche in questo caso, alla riduzione prevista dalla Regione del 35 per cento del contributo di costruzione per gli interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, addensamento o sostituzione urbana all'interno del territorio urbanizzato, il Comune ha deliberato ulteriori riduzioni del 5 o del 10 per cento”. Con l’approvazione, in particolare, si dà il via libera all’applicazione immediata delle disposizioni regionali e si include tra gli interventi che godono della riduzione del 35 per cento anche le trasformazioni mediante completa demolizione e riedificazione di edifici esistenti, fatta eccezione per le attività commerciali al dettaglio fuori dai centri di vicinato. Per gli interventi diretti  (Cila, Scia e Pdc) relativi agli interventi di restauro e risanamento conservativo quando onerosi, agli interventi di ristrutturazione edilizia operata su edifici interi e relative pertinenze, alla ristrutturazione con ampliamento l’Amministrazione ha aggiunto una riduzione del 5 per cento, mentre per interventi più complessi (con Piani di recupero o Pdc convenzionati) la riduzione aggiuntiva potrà arrivare anche al 10 per cento.

Le agevolazioni saranno promosse dal Comune attraverso il sostegno attivo di progetti con riferimento ad alcuni nodi presenti nel territorio che necessitano di consistenti interventi di rigenerazione, dai Centri di vicinato alle aree dismesse o di futura dismissione (ex Fonderie, Fonderie Cooperative, ex Mulino ed ex Fonderia di Albareto, Palazzo Manfredini), per i quali potranno essere previste ulteriori misure di sostegno.

Facendo qualche esempio, per un capannone di oltre 3 mila metri quadri alla Sacca il costo degli oneri per una riqualificazione oggi supera i 60 mila euro, dopo rimarrà sotto i 38 mila. Sempre alla Sacca, ma per una palazzina residenziale di 300 metri quadri con ristrutturazione previa demolizione il costo si dimezza e si scende da 40 mila euro a circa 20 mila. Per un intervento in centro storico con aumento di carico urbanistico di un’unità immobiliare di oltre 100 metri quadri oggi il costo degli oneri si aggira sui 17 mila euro, domani sarà intorno ai 10 mila.

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