Futuro di Aimag, il dibattito in Consiglio Terre d'Argine

Nella serata di giovedi 21 luglio i Consiglieri comunali dei quattro Comuni dell'Unione Terre d'Argine hanno potuto farsi un'idea degli scenari e delle prospettive che riguardano la multiservizi del territorio. Ecco le posizioni emerse

Si è svolto ieri sera, giovedi 21 luglio, presso il Municipio 2 di Novi di Modena, la seduta congiunta dei Consigli comunali di Campogalliano, Carpi, Novi e Soliera, per la presentazione, degli esiti conclusivi della procedura di raccolta delle manifestazioni di interesse ad operazioni di integrazione con il gruppo AIMAG. Ricordiamo brevemente che nello scorso gennaio agli stessi 60 consiglieri dei quattro Comuni dell’Unione Terre d’Argine, sempre in seduta congiunta, erano state illustrate le sette manifestazioni d’interesse pervenute entro il 31 ottobre 2015 che prefiguravano scenari e alternative possibili per la multiservizi territoriale, per completare le quali è stato richiesto un approfondimento relativamente al gradimento da parte dei manifestanti verso un modello di partnership di forte integrazione finalizzata alla fusione. Nel corso della serata sono stati illustrati, in sintesi, i contenuti delle manifestazioni integrative da parte dei tre soggetti rimasti (dopo aver valutato le altre non pienamente corrispondenti a quanto richiesto), e più precisamente quelle di ESTRA con PIACERE AIMAG srl, GRUPPO HERA spa, TEA spa.  (ndr sui contenuti si allegano le specifiche slide)

L’illustrazione delle proposte pervenute, più dettagliate e articolate rispetto alla prima versione, ha l’obiettivo di permettere ai consiglieri comunali e alle forze politiche di valutare le possibili opzioni strategiche e l’interesse manifestato dal mercato in questa fase di forte riassetto del settore dei Servizi Pubblici Locali e delle sociètà a partecipazione pubblica. Al termine della presentazione delle tre opzioni da parte di Romana Mattioli (Coordinatore per l’assistenza allo sviluppo dei progetti strategici relativi alla gestione del Patrimonio e delle Società Partecipate del Comune) il presidente Davide Dalle Ave ha dato la parola ai consiglieri per domande di chiarimenti e informazioni di tipo tecnico, rinviando ad un secondo momento lo spazio per gli interventi e le analisi di tipo politico.

Il consigliere Paolo Pettenati di Carpi Futura, Carpi ha chiesto “perché si sia scelta la soluzione ‘fusione’ rispetto ad altre opzioni”, concetto ripreso poi anche dalla consigliera Monica Medici, del Movimento5stelle, Carpi che ha anche aggiunto “qual è lo scopo di questa scelta ?” e “perché non si prendano in considerazione altre strade come quella dell’Associazione Temporanea di Imprese o di alleanze finanziarie senza procedere ad alcuna fusione ?”. Domande di tipo molto tecnico anche da parte del consigliere Roberto Arletti, del gruppo PD, Carpi, che ha chiesto precisazioni sui “finanziamenti BEI, sui tassi vantaggiosi annunciati da Hera e sulla possibilità da parte di AIMAG di emettere bond o minibond” e contestando l’affermazione, presente nel documento di Hera per la quale le società non quotate in borsa avrebbero restrizioni rispetto a quelle quotate.  La consigliera Anna Azzi, di Carpi Futura, Carpi ha chiesto “di essere maggiormente edotti sull’analisi compiuta sugli scenari competitivi” ed il consigliere Marco Rubbiani di Progetto Campogalliano ha posto una sola, netta domanda: “le tre proposte pervenute rispondono tutte agli obiettivi generali fissati in origine ?”.  Infine, il consigliere Roberto Benatti di Forza italia, Carpi ha chiesto “qual è il percorso che si intende adottare per portare i consigli  comunali a votare ? una sola proposta già predisposta, tutte tre le proposte o altro ancora ?”.

Nel rispondere la dottoressa Mattioli, rispetto alla prima questione posta, ha precisato che “la Direzione del patto di Sindacato (i Sindaci dei 21 Comuni soci AIMAG) non hanno ‘scelto’ ma propongono, mentre saranno sempre i Consigli comunali a decidere votando come è stato sin qui... si è sempre scritto che il percorso deve avvenire con forma competitiva, attraverso una procedura che confronti più proposte e si prevede che il Patto continui su questa strada, individuando una procedura sulla base di proposte confrontabili e valutabili, arricchite di definizioni anche numeriche e finanziarie”. Successivamente la funzionaria comunale ha risposto alle domande più squisitamente tecniche dei consiglieri specificando che nessuna possibilità è esclusa (ATI) e che, seppur in modo diverso, le tre proposte rispondono tutte ai principi generali richiesti.

Ad aprire la serie dei numerosi interventi di carattere politico “per dovere di ospitalità, visto che è la prima volta che abbiamo a novi tutti i consiglieri dei Comuni dell’Unione” è stato Andrea Ferraresi del gruppo Uniti per Novi, Rovereto e Sant’Antonio che ha parlato a nome dei tre gruppi di minoranza novesi. Ferraresi ha attaccato i Sindaci affermando che “continua questo vostro modo di procedere, cioè perseguire l’obiettivo di arrivare alla fusione con Hera facendo finta di coinvolgerci tutti ma percorrendo una strada che è solo pseudo-democratica. Il PD ha scelto questo periodo di vacanze per approvare questo scippo. Da parte nostra, arrivati a questo punto, sposiamo l’idea di andare con TEA”.  Ha poi preso la parola la consigliera Anna Azzi, di Carpi Futura, anche a nome di Progetto Campogalliano, affermando che “avete chiesto approfondimenti solo sulla fusione e guarda caso l’unica proposta che va in quella direzione è quella di Hera; ma vi siete chiesti come fa lo squalo che mangia il pesce piccolo a garantire autonomia territoriale ? perché invece non si è scelto un percorso trasparente di dialogo vero coi consigli comunali ?”. A seguire Italo Malagola, consigliere della lista civica Con Novi ha condiviso il fatto che “la procedura di andare ad ulteriori approfondimenti con maggiori elementi tecnici, numerici, indagini di mercato, sia il modo migliore per dare a noi consiglieri gli strumenti per decidere il futuro della nostra multiutility, non prenendo la fusione come criterio guida, a tutti i costi, ma anche andando verso una forte integrazione”.

La consigliera Monica Medici del Movimento 5 Stelle, Carpi, in un lungo e articolato intervento ha portato numeri e cifre dai bilanci di AIMAG, HERA e TEA sostenendo la tesi che “la nostra AIMAG, tra le tre è la migliore, quella con il minor indebitamento e con la situazione patrimoniale più solida” sostenendo poi che “gli obiettivi fissati nel luglio 2015 sono tuttora condivisibili, ma alle vostre richieste Hera e Tea hanno risposto cose diverse” e concludendo che “ noi continuiamo a sostenere la soluzione dell’A.T.I.”. Roberto Arletti, del PD di Carpi, a titolo personale, ha ribadito che “AIMAG deve rimanere un’azienda al servizio dei cittadini ed è di fondamentale importanza che il territorio mantenga un ruolo decisionale” arrivando poi a ritenere che “il modello di fusione per incorporazione sia da respingere con determinazione”.

E’ stata poi la volta del consigliere Cristian Rostovi, Fratelli d’Italia, Carpi che ha messo in campo un elemento in più: “non ho sentito parlare per niente del grado di soddisfazione dei cittadini, avete provato a sentire come vanno le cose nei Comuni gestiti da Hera ? E da dove nasce tutta questa fretta ?” arrivando a concludere  “Questa è una serata assolutamente inutile, dovreste avere il coraggio di dire chiaramente che avete scelto Hera e che di tutto il resto non vi interessa nulla” . Ancora più categorica è stata la consigliera Valentina Mazzacurati, della Lista Civica Cambio per Campo, che ha bollato la seduta come “una buffonata, perché manca il requisito fondamentale, che sono le leggi che ancora non ci sono”. Nel suo lungo intervento il consigliere Roberto Benatti, Forza Italia, carpi ha lamentato che “sono già due volte che ci presentate numeri e paroloni tecnici, ma in realtà è solo un modo per evitare il livello politico, preferite spostare il discorso sul piano tecnico. Non ho mai sentito nessuno contento dei servizi di Hera, mi risulta che siano più i Comuni che stanno uscendo da quel gruppo di quelli che lavorano per entrarci.. Assumetevi le vostre responsabilità e portateci qualcosa da votare” e ancora sulla necessità di coinvolgere i cittadini “il referendum potrebbe essere lo strumento giusto, a ottobre c’è quello nazionale ci si potrebbe agganciare a quello, oppure vi è un istituto di partecipazione ancora più semplice e immediato, si chiama sondaggio e se volete lo potreste adottare”.

Il consigliere Roberto Drusiani, a nome del PD di Soliera e di Carpi, dopo aver rilevato “contraddizioni negli interventi degli esponenti delle minoranze che sembrano chiedere cose opposte tra loro” ha ribadito che “abbiamo definito un percorso e lo stiamo seguendo perché dobbiamo sempre ricordare che le gare per gas e rifiuti poi arrivino e abbiano date di scadenza ravvicinate e per questo si devono prendere decisioni per vincere le sfide che ci attendono”.  Ultimo ad intervenire è stato il consigliere Joseph Clemente, del movimento 5 stelle di Soliera che ha esordito affermando “noi siamo solo passacarte, i consiglieri comunali non esistono e il percorso di partecipazione è nullo. Ci siamo limitati ad approvare una delibera immodificabile e ad ascoltare le presentazioni tecniche delle manifestazioni di interesse. Se non vengono coinvolti i rappresentanti dei cittadini vuol dire che non interessa davvero la partecipazione, è solo un paravento”.

Alle molte sollecitazioni pervenute dai consiglieri delle minoranze hanno risposto i sindaci dei quattro comuni, con toni e contenuti diversi. Alberto Bellelli, Sindaco di Carpi e presidente della direzione del Patto di Sindacato, in un accalorato intervento ha respinto le accuse di aver deciso senza coinvolgere i Consigli chiarendo, con determinazione, che “tutti i consiglieri hanno votato a marzo, le delibere di non rinnovo del Patto di sindacato ed è grave che si dimentichi ciò che si è votato all’unanimità”. A fissare questo punto in modo netto Bellelli ha citato, leggendo testualmente, la delibera a suo tempo votata da tutti i gruppi ‘la Direzione del Patto di Sindacato ha convenuto di non rinnovare i patti in scadenza con le Fondazioni bancarie ed Hera al fine di procedere con la nomina di un nuovo Cda ‘pro tempore’ designato dai Comuni soci con il preciso mandato di evolvere il posizionamento strategico del gruppo nella direzione dell’integrazione/fusione con altri soggetti operanti nel settore dei servizi pubblici locali. Inoltre la Direzione del Patto di Sindacato ha deciso all’unanimità di proseguire l’approfondimento della Manifestazioni d’interesse pervenute per verificare mediante l’adozione di procedure trasparenti l’interesse del mercato a convergere verso un modello di aggregazione che preveda una forte integrazione/fusione con l’obiettivo di concludere il percorso decisionale entro il 31 luglio”. 

Bellelli ha poi stigmatizzato le modalità informative di questi giorni dichiarando che “è altamente disinformativo dire ai cittadini e fare uscire sulla stampa l’idea che stasera avremmo votato la vendita di AIMAG, perché tutti sapevano che non era così. Quando dite ai cittadini, anche ai vostri elettori, queste cose, mentite” Nel merito delle proposte presentate dai tre manifestanti interesse, il sindaco di carpi ha poi ribadito che “la contendibilità potrà essere ancora più ampia perché il nostro obiettivo è che il patrimonio AIMAG, che è delle nostre collettività, non vada in deperimento. Anche se dobbiamo accettare l’idea che AIMAG non potrà più essere quella di prima, siamo ben determinati che la linea dovrà essere quella dello sviluppo. Noi oggi dovremmo essere qui a discutere nel merito dei diversi modelli e delle soluzioni possibili, non di altro. Per questo ci ritroveremo per ulteriori approfondimenti e analisi, con procedure trasparenti”.

Dopo alcune puntualizzazioni da parte del Sindaco di Campogalliano Paola Guerzoni sul rapporto con Hera e su qualche passaggio ascoltato negli interventi delle minoranze, ha preso la parola il sindaco di Soliera Roberto Solomita, soffermandosi sulla “eccessiva animosità che ha mostrato il dibattito, a fronte di molti dati tecnici abbiamo il dovere di tornare al piano politico” ed ha proceduto a fornire una serie di precisazioni, tra le quali di particolare rilievo il concetto che “il dimensionamento è un principio minimo da condividere, non ci si può non potenziare se si vuole restare sul mercato, se si vuole vincere le gare ci si deve aggregare; siamo laicamente aperti alle diverse  soluzioni ma da questo bisogna partire”. Altro concetto che Solomita ha voluto ribadire, in conclusione del suo intervento è che “tutti i passaggi sono fatti alla luce del sole, abbiamo l’etica della responsabilità e la buona fede ci va riconosciuta”.

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Ultima a intervenire e a rispondere ai consiglieri delle minoranze è stata Luisa Turci, sindaco di Novi, che si è detta “molto dispiaciuta perchè stasera si è persa un’occasione; provo un sincero dispiacere perché invece di entrare nel merito delle proposte per saperne tutti un po’ di più, si è proceduto solo in base a pregiudizi e preconcetti. Ho il rammarico di un’occasione perduta, nella quale non si è avuta la voglia di capire la differenza tra le tre diverse proposte, mentre è interesse di tutti avere un’azienda che funzioni e che sviluppi qualità.” Anche il Sindaco Turci ha stigmatizzato il comportamento di coloro che hanno diffuso notizie false sulla natura della serata, facendo credere ai cittadini che nel corso della seduta ci sarebbe stato un voto che invece non è mai stato previsto.

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