Crescono le domande per gli asili nido, l'assessore: "L'offerta andrà rimodulata"

L’assessore Cavazza ha risposto a un’interrogazione di Pd e Sum sull’incremento delle domande ai nidi dopo anni di costante riduzione della richiesta

“L’incremento delle domande ai nidi registrato solo negli ultimi due anni, dopo anni che avevano invece visto una costante riduzione, è sicuramente un segnale positivo e se l’inversione di tendenza, che teniamo monitorata, fosse confermata, occorrerà sicuramente rimodulare l’offerta alla domanda e riformulare il servizio per rispondere positivamente a più domande”. Lo ha affermato l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza rispondendo nel Consiglio comunale di giovedì 21 febbraio all’interrogazione consiliare di Partito democratico e Sinistra Unita Modena, illustrata da Simona Arletti del Pd.

L’istanza, alla luce della ripresa della domanda di nido tradizionale, chiede a sindaco e giunta “di dedicare particolare attenzione al monitoraggio della domanda al fine di verificare se si sta avviando un nuovo ciclo e conseguentemente organizzare il servizio e modulare l'offerta nel tentativo di dare la più ampia risposta possibile, cercando di unire oltre all’apprezzabile sforzo di flessibilizzazione del servizio avvenuta in questi anni, l’impegno per aumentare anche le risposte di nido tradizionale per garantire supporto educativo alle famiglie che hanno ripreso a chiedere questo delicato e apprezzato servizio”.

L’assessore ha confermato l’impegno dell’amministrazione per i servizi 0-6 anni: “Modena è tra le città italiane che offrono maggiore copertura di posti nido rispetto ai residenti, raggiungendo il 40% e superando le indicazioni della normativa europea e nazionale”; inoltre “è stata introdotta la possibilità di iscrivere i nati in agosto nella sezione piccoli (mentre fino a pochi anni fa era possibile iscrivere solo i nati o nascituri entro giugno) per accogliere ove possibile anche i più piccoli, anche se si entra in graduatoria solo al compimento del terzo mese”.

Cavazza ha però anche sottolineato che “la difficoltà che i Comuni si trovano ad affrontare nella programmazione dei posti, è trovare il giusto equilibrio tra offerta e domanda potenziale, per altro puntuale per ciascuna struttura e classe di età: ovviamente per determinare l'offerta, occorre valutare la domanda degli anni precedenti e gli indici di natalità, in modo da evitare che l'offerta stessa superi la domanda con evidenti problemi nella allocazione delle risorse”, ha sottolineato aggiungendo che “quando parliamo di lista d’attesa per i nidi sarebbe più opportuno segmentarle per ogni singolo asilo perché la domanda della famiglia esprime una richiesta specifica”.

L’assessore ha quindi evidenziato che “solo negli ultimi due anni, cioè a partire dal 2015/2016, si è ricreata una lista d’attesa, nonostante il calo della natalità (mentre fino ad allora l’offerta era superiore alla domanda con conseguenti posti vuoti): un’inversione di tendenza forse ascrivibile a una ripresa economica per accesso al lavoro, dall’altra parte anche le politiche adottate dal Comune con la riduzione delle tariffe e l’ampliamento dell’offerta intendevano sostenere le famiglie in questa direzione. Se di inversione di tendenza si potrà veramente parlare, valutando gli indici di natalità e l’offerta degli anni precedenti, si potrà rimodulare l’offerta e compatibilmente con vincoli di bilancio”.

Marco Chincarini di Modena Volta Pagina chiedendo la trasformazione in interpellanza ha detto: “Non sono assolutamente soddisfatto della politica adottata, voglio una presenza del pubblico più forte e vicina alle famiglie. Questo servizio deve essere centrale, invece stiamo lasciando terreno: a fronte della chiusura di asili pubblici, ne aprono di privati e qualcosa non funziona neanche nelle liste d’attesa; dobbiamo pensare a risposte più forti da dare ai cittadini e lavorare sulle tariffe”.

Per il Pd, Grazia Baracchi ha sottolineato come il tema di inizio legislatura fosse se chiudere qualche nido d’infanzia per mancanza di domande e come si sia invece arrivati a una riduzione delle tariffe e a una rimodulazione dell’offerta (prolungamento estivo e non solo). “Forse – ha detto - ora c’è di nuovo voglia di asilo nido pubblico, quindi troviamo il modo di capire come soddisfare questo rinnovato bisogno che è sicuramente positivo”. Anche l’interrogante Simona Arletti interpreta positivamente la ripresa della domanda: “Segno di apprezzamento del servizio e forse anche degli sforzi fatti dall’assessorato di rendere il servizio più vicino alle esigenze delle famiglie, oltre che legato alla ripresa lavorativa. È un dato che ci sfida – ha aggiunto - ma il servizio è essenziale, quindi dobbiamo prestare massima attenzione a questa ripresa. Non credo invece che la riduzione delle tariffe sia la prima cosa da fare, prioritario è invece investire risorse per ampliare i posti”.

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Concludendo l’assessore Cavazza ha ricordato “da dove si è partiti e il metodo: chiedendo cioè alle famiglie le loro esigenze e, in base a quelle, dando delle risposte compatibilmente con le risorse recuperate. Per continuare occorre innanzitutto conoscere e stiamo rilevando le informazioni per calibrare l’offerta sull’andamento della domanda. Da segnalare inoltre che il servizio ha registrato un incremento della soddisfazione delle famiglie per ogni forma di gestione”.

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