Presunto "dossier del fango", il sindaco di Carpi revoca la delega all'assessore Morelli

Bellelli taglia fuori l'assessore già al centro dell'inchiesta sugli appalti cittadini, che si arricchisce di un complesso intreccio politico che coinvolgerebbe anche ambienti vicini alla Lega. Il Carroccio nega tutto

La già complessa situazione dei rapporti politici tra le varie forze di Carpi si complica ulteriormente, dopo la notizia diffusa stamane dall'edizione locale de Il Resto del Carlino. Secondo il quotidiano, infatti, i Carabinieri di Carpi starebbero svolgendo approfondimenti su un presunto dossier inviato alla stampa nei giorni scorsi (non alla nostra testata, ndr). Un documento che ha sollevato un vero polverone, sul quale oggi è intervenuto in prima persona il sindaco.

“Lo scorso 11 dicembre sono stato informato dell’esistenza di un dossier che riguardava la mia persona, e del fatto che tale carteggio era stato divulgato a diverse testate giornalistiche. Vorrei precisare che, ad oggi, né io né il mio legale abbiamo avuto la possibilità di prendere visione di tali documenti. Da quanto mi è stato riferito, nel dossier si allude ad un vantaggio economico di cui avrei goduto nell’acquisto di un appartamento effettuato dai miei genitori. Si affermerebbe, inoltre, in modo del tutto falso e diffamatorio, che tali favori sarebbero il risultato di uno scambio di cui avrebbe beneficiato il venditore dell’appartamento, imprenditore carpigiano, nella concessione di diritti edificatori. Non appena sono venuto a conoscenza di questa vicenda ho agito come avrebbe agito ogni cittadino perbene: mi sono recato alla caserma dei Carabinieri sollecitando una verifica sugli atti oggetto dell’infamante accusa ed ho presentato denuncia querela per tutti i reati configurabili nelle condotte che ho esposto. Denuncia querela nei confronti di ignoti, poiché sono totalmente all’oscuro di chi siano gli autori di questa ignobile operazione”.

Le indiscrezioni lette sul quotidiano, secondo le quali, a parere degli inquirenti, l’artefice del piano sarebbe il vice Sindaco e assessore Simone Morelli insieme ad ambienti politici vicini alla Lega e a formazioni civiche, non sono passate indenni. Se infatti l'inchiesta sugli appalti non aveva minato la posizione dell'assessore, questa vicenda ancora meno chiara sembra averlo fatto in maniera definitiva. Bellelli dichiara: "Queste indiscrezioni sono sufficienti ad incrinare il rapporto di fiducia nei confronti dello stesso, al quale ho oggi revocato le deleghe".

Alle accuse ha risposto anche la stessa Lega, per voce del commissario provinciale Stefano Bargi, che ha messo in chiaro: “Nessun rapporto della Lega con l’assessore Simone Morelli e, ovviamente, nessuna attività di dossieraggio a scapito del sindaco di Carpi, Alberto Bellelli. Non è certo questo il nostro modo di fare politica: con gli avversari solo confronti aperti sul campo. La vicenda, se verificata, rende invece ancora una volta evidente la situazione di completo sfascio in cui versa il Pd. E’ chiaro che il Partito democratico non è più in grado di governare e che una città come Carpi merita di meglio che guerre intestine con connotati da spy stories”.

“Non ci risulta siano mai esistiti 'fitti colloqui' della Lega con Morelli”, aggiunge Bargi “tantomeno relativi a  possibili candidature o a questioni personali legate al sindaco di Carpi”.

Anche il segretario provinciale del Pd modenese Davide Fava ha commentato la notizia: "L’esistenza di un dossier contenente elementi della vita privata del sindaco e della sua famiglia rappresenta già di per sé una modalità aberrante di condurre il confronto politico. Che lo abbia messo a punto qualcuno all’interno dell’Amministrazione, anche in questo caso ipotesi tutta da dimostrare, sarebbe un fatto allarmante e sintomo di una degenerazione politica totalmente da condannare. Fatto ancora più grave, però, da parte di una forza di opposizione che vorrebbe candidarsi a governare i nostri territori sarebbe il ricorrere a strumenti immorali prima che illegali per praticare la scena politica: il Partito democratico è sempre pronto al confronto, ma non accetta e non accetterà mai modalità fascistoidi e lesive di quella che riteniamo essere la corretta dialettica costituzionale".

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