L'analisi | Perché il centrodestra a Modena deve imparare dalla coalizione di centrosinistra

Un'analisi del voto a Modena confrontando sia le europee sia con le comunali del 2014, su tattiche e strategie che hanno portato al mancato ballottaggio

Elezioni amministrative molto brevi quelle del 2019 con la vittoria al primo turno di Gian Carlo Muzzarelli e della coalizione del centrosinistra, e con un centrodestra che si ferma al 31,8%. Un risultato certamente al di sotto delle aspettative, che forse non erano quelle di vincere per il centrodestra, ma almeno di giocarsi la partita del secondo turno uscendo con un dignitoso 40-45% dei voti, e cercando una spalla nel Movimento 5 Stelle. Nulla di quanto detto finora è avvenuto e il giorno dopo le elezioni, a mente più fredda, ragionamenti sulla sconfitta del centrodestra si possono fare con i numeri alla mano. 

Il PD perde 10 mila elettori ma vince

Per capire cosa ha portato il centrosinistra a vincere queste elezioni al primo turno basterebbe analizzare la frase "Il PD perde 10 mila elettori ma vince", un dato che pochi hanno analizzato ma oggettivo, poiché se nel 2014 contava 43.161 voto nel 2019 sono 33.565. Eppure quel 10% non va perso perché giunge nelle liste civiche di coalizione, che dono le vere vincitrici di queste elezioni amministrative 2019. Basti considerare che Sinistra per Modena, Modena Solidale, Verdi e + Europa totalizzano il 16,97%.

Centrosinistra: "Tutti per uno"

Analizzando i motivi per cui sono nate le civiche nel centrosinistra si ottiene la formula "Tutti per uno", contrariamente al motto "tutti contro tutti" del centrodestra. Infatti, le Sinistra per Modena nasce come civica di riferimento per aggregare il mondo della sinistra, + Europa nasce dall'esperienza di CambiaModena di Montanini nel 2014 non coalizzata, i Verdi raccolgono il mondo ambientalista molto dibattuto in questi anni e Modena Solidale conquista l'interesse del centrosinistra che non vota PD ma sostiene Muzzarelli. 

Centrodestra: "Tutti contro tutti"

Esattamente al contrario nasce la lista di centrodestra di Valentina Mazzacurati Siamo Modena che si slega da Forza Italia per rappresentare quell'idea politica a metà tra Lega e FI per poi fermarsi allo 0,90%. Sempre nell'alveo del centrodestra, ma non in coalizione, Modena Ora di Cinzia Franchini che ottiene l'1,26% e ancora IDEA di Ghelfi allo 0,5% e GOL di Celloni allo 0,44%. A conclusione di queste scelte politiche dettate sia dalla coalizione sia dalla lista, sulla scheda elettorale c'erano 4 candidati sindaci di centrodestra e 7 liste di centrodestra (coalizzate e non), e se sommiamo i risultati delle 4 liste civiche scopriamo che hanno preso meno voti di Forza Italia o di Fratelli d'Italia.

Forza Italia quasi scomparsa, FdI ha fatto il suo

Nel 2014 Forza Italia prese l'8,65% oggi il 3,98% che arriva a 4,8% se sommiamo anche i voti della Mazzacurati. I 4000 voti sono andati molto probabilmente alla Lega e in parte a Fratelli d'Italia, e ora sarà complesso capire per FI come poterli riportare a casa. Al contrario Fratelli d'Italia ha fatto una scelta più che adeguata ovvero da un lato il trend nazionale positivo, che però a livello locale sappiamo conti poco, ma soprattutto inserire nella lista il Popolo della Famiglia, e così il partito della Meloni ha guadagno 1000 voti in più, assicurandosi questa volta il posto in Consiglio Comunale. 

La Lega funziona, ma senza civiche vere è condannata

Il risultato più importante, in termini di crescita, è quello della Lega che raggiunge il 23,3% rispetto al 3% del 2014, anche se fare paragoni è difficile perché quella era un'altra Lega, con la parola Nord ben in vista, e che non era interessata a coalizzarsi con il centrodestra. La Lega di oggi è stata votata da 1 modenese su 4. Il problema è che per vincere le elezioni devi convincere il secondo modenese su 4. E per trovare l'altro modenese, dato che a livello nazionale mancano partiti forti con doppia cifra nel mondo del centrodestra, è necessario pensare a liste civiche "intelligenti". Se non fosse così oggi non avremmo Muzzarelli sindaco, ma il ballottaggio.

Il centrosinistra esempio di civiche intelligenti

Il centrosinistra rappresenta un caso di studio per chi è appassionato di politica sulla costruzione delle liste civiche. Prima di tutto il PD è l'unico partito del centrosinistra presente nella coalizione, come lo potrebbe essere la Lega, la quale per altro è favorita attualmente dal trend di crescita nazionale. Gli altri quattro alleati di coalizione non sono dei partiti o almeno non del tutto, ma dei mondi politici e culturali. I Verdi rappresentano quel mondo della sinistra ambientalista che porta in coalizione le proprie proposte, + Europa rappresenta quel mondo liberal-democratico che porta la sua visione, Modena Solidale è quel centrosinistra che sa raccogliere voti di quel mondo che ruota intorno al terzo settore, e Sinistra per Modena, il caso di studio più importante, è un ambiente politico con forte identità e che mette al centro la parola sinistra.

Il centrodestra deve trovare le sue civiche

A livello locale quello che fa la differenza è la capacità di raccogliere voti di casa in casa e quid vediamo come vi sia un divario tra le Elezioni Europee e le Elezioni Comunali. Infatti la Lega perde 3.200 voti, Forza Italia perde 1.600 voti, Fratelli d'Italia - Popolo della Famiglia (seppur divisi alle Europee) perdono 1.400 voti. Si tratta perciò di 35 mila elettori di centrodestra alle Europee contro i 30 mila elettori dei centrodestra delle Amministrative. Esiste infatti un quarto partito nel centrodestra che vale più di FI e di FdI ovvero 5% che è quello degli elettori di centrodestra che non hanno votato la coalizione di centrodestra. E contestualmente esiste un elettorato moderato che vota il PD perché ha garantito quelle politiche sono state utili al cento medio, e che forse non voterà mai Lega, FI o FdI, ma che se ci fosse una civica moderata porterebbe quel 3-4 % di voti a sostegno. 

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