Muzzarelli lancia l'allarme: "Comuni assediati, servono più alloggi pubblici"

In Provincia si riaccende il tema dell'emergenza abitativa, con il Presidente e Sindaco di modena che si appella a Roma.In città si arriva a quasi 700 domande non esaudite, alcune migliaia in provincia

«Per i Comuni la casa è un'autentica emergenza sociale che negli ultimi anni si è ulteriormente aggravata. Le politiche di sostegno alle famiglie, anche se indispensabili, non risolvono il problema, non incidendo sulle cause reali; gli investimenti in corso da parte dei Comuni sono positivi e rappresentano una quota importante dei bilanci locali, ma restano limitati di fronte alla gravità della situazione. E' ora, quindi, di affrontare il tema a livello nazionale, attraverso un piano e risorse straordinarie per costruire nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica».
Lo ha affermato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, intervenendo, venerdì 24 giugno in Provincia, nel corso dell'assemblea di Acer (Azienda casa Emilia Romagna) di Modena che ha approvato il bilancio.

«Il disagio sociale è alto - ha sottolineato Muzzarelli - la lista di attesa per un alloggio pubblico a Modena arriva a quasi 700 domande e alcune migliaia in provincia,  in continua crescita. In questa situazione i Comuni sono in prima linea per affrontare centinaia di situazioni di disagio, tramite interventi a carattere sociale senza però una prospettiva di completa soluzione dei problemi reali, quali sono la casa e la mancanza di lavoro»

Muzzarelli ha annunciato, quindi, una lettera del Tavolo di coordinamento dei sindaci per le politiche abitative da inviare a Governo e Regione per sollecitare un provvedimento che «metta al centro per la prima volta nel nostro paese un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e rafforzi le risorse del fondo sociale per l'affitto».

Sui dati emersi dal bilancio Acer di Modena, inoltre, Muzzarelli ha rilevato che «la revisione dei criteri di assegnazione degli alloggi pubblici, prevista nella nuova legge regionale non avrà un effetto significativo sul ricambio delle assegnazioni, perché la riduzione del limite di reddito per continuare a usufruire del diritto, dalle prime stime, riguarda una percentuale minima di inquilini; quindi un eventuale turn over non risolve il problema delle lunghe liste di attesa; i controlli ci sono sempre stati, è certamente giusto garantire equità e rispetto delle regole, ma occorre anche sfatare il mito che gli alloggi pubblici siano abitati da persone che non ne avrebbero diritto».

Per invertire la tendenza, garantendo «la tenuta della coesione sociale che per noi resta la priorità per garantire uno sviluppo equilibrato di una comunità - ribadisce Muzzarelli - servono quindi misure strutturali non più rinviabili in grado di offrire risposte di medio e lungo periodo sul tema della casa».

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