Coop e i prezzi dei terreni schizzati alle stelle, esposto in Procura

Interrogazione in Regione dopo un'accusa depositata in procura sul caso dei terreni di Campogalliano destinati al supermercato Coop. La Lega: “Da un valore di 175.000 euro avrebbe raggiunto i 4.170.000 una volta acquisito da Coop Estense". Nel mirino i passaggi dell'area in relazione ai tempi delle scelte politiche sull'urbanizzazione

La Regione Emilia-Romagna dovrebbe “verificare eventuali anomalie nella compravendita dei terreni agricoli di Campogalliano poi divenuti edificabili, così come ipotizzato in un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Modena”. A chiederlo è il consigliere della Lega Nord Stefano Bargi, in una interrogazione in cui spiega che l’esposto in questione “denuncia che dopo una fitta serie di atti di compravendita e attraverso alcuni giri societari il valore del terreno, stimato inizialmente in 175.000 euro, avrebbe raggiunto il valore di 4 milioni e 170mila euro una volta entrato nella disponibilità di Coop Estense”.

Il terreno in questione, compreso tra via Zucchini e via Madonna è stato oggetto di un lungo contenzioso, di cui la stessa Coop Estense (oggi Alleanza 3.0) traccia le tappe. Il progetto di espansione del colosso della grande distribuzione a Campogalliano è datato 2004 e due anni più tardi Coop Esense comprò l'appezzamento di terra in questione, per un valore dichiarato dalla stessa cooperativa di 4.170.000 euro. Nel 2008 viene consegnato in Comune il progetto di Piano Particolareggiato di un quartiere residenziale previsto in quel comparto e di una media superficie alimentare per Coop. Nel 2011, però, l'Amministrazione comunale boccia l'ipotesi e indica come luogo idoneo al centro commerciale un terreno attiguo, che Coop Estense acquisisce con una permuta di 350mila euro. 

Tutto sembra ormai pronto, ma il progetto si blocca improvvisamente nel 2013, quando il Comune di Campogalliano non concede l'insediamento, indicando ancora una volta un nuovo terreno “più idoneo”, in via Madonna. In paese si scatena dunque un braccio di ferro a tre, da un lato Coop, dall'altro l'Amministrazione e dall'altro ancora l'opposizione degli ambientalisti, contrari all'urbanizzazione di una nuova area di campagna. Raccolte firme e controraccolte, ma tutto si insabbia.

L'esposto di cui oggi si parla punta però l'attenzione sui tempi delle compravendite in relazione a quelli delle scelte amministrative sulle destinazioni d'uso. Come riporta il consigliere Bargi, “il giro di compravendite del terreno sarebbe iniziato ben prima dell'iter procedurale avviato dal Comune di Campogalliano per l'adozione del nuovo Piano regolatore, quando ancora non era ipotizzabile alcun tipo di espansione urbanistica” e secondo quanto ipotizzato nell'esposto, continua, “Coop Estense sarebbe divenuta titolare di un terreno privo di interesse edificatorio ad un prezzo pari ad oltre sedici volte il valore di mercato di aree simili a destinazione agricola”.

L'interrogazione prende le mosse, come detto, dall'esposto presentato da Marco Rubbiani consigliere comunale per la lista Centro destra Progetto Campogalliano. Rubbiani, nel documento depositato in Procura, ipotizza “un'analoga transazione per un altro terreno agricolo (quello indicato dal comune nel 2011) della zona, il cui valore nel giro di cinque anni sarebbe salito da 570.000 euro a 5 milioni di euro”, e, sostiene, “quest'ultimo terreno sarebbe pervenuto nella disponibilità di una società immobiliare modenese molto prima che l'area venisse inserita nel Piano strutturale comunale del 2014”.

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